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Sono reati capitali: omicidio premeditato, furto aggravato,...

Sono reati capitali: omicidio premeditato, furto aggravato, tradimento e reati contro lo stato

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In Niger, la pena di morte viene comminata solo per i crimini più gravi, come omicidio premeditato, omicidio commesso al fine di commettere un altro reato, parricidio o avvelenamento, furto aggravato, tradimento e reati contro lo stato.
Un nuovo Codice adottato nel maggio 2003 ha introdotto alcune violazioni al diritto umanitario internazionale, tutte passibili di pena di morte, tra cui i crimini contro l'umanità, la schiavitù, la pratica sistematica di esecuzioni sommarie, la deportazione e la tortura.
I condannati a morte possono appellarsi alla Corte di Cassazione. Il Presidente della Repubblica può concedere la grazia.
Le ultime condanne a morte sono state pronunciate nel 1985, quando 12 tuareg, arrestati in seguito a un attacco alla stazione di polizia di Tchin Tabaraden, sono stati condannati da un tribunale militare speciale. Sette di loro hanno avuto la loro condanna commutata in ergastolo dal Presidente Ali Saïbou nel novembre 1987, sentenza poi ridotta a 30 anni nel luglio 1988.
Le ultime esecuzioni sono avvenute il 21 aprile 1976, quando sette persone tra militari e civili – il Comandante Bayéré Moussa, il Capitano Sidi Mohamed, il segretario generale della confederazione sindacale UNTN Armayaou Ibrah, Aboubacar Guy Tirolyen, Ahmed Mouddour, Idrissa Boubé e Issaka Dan Koussou – sono state condannate a morte dalla Corte di Sicurezza e fucilate per aver partecipato al tentativo di colpo di stato del marzo 1976.
In questo processo altre due persone sono state condannate a morte in contumacia, ma poi sono state graziate. L'ultima condanna a morte nota è stata emessa nel 2008 (probabilmente in contumacia), ma è stata annullata nel dicembre 2010. Almeno cinque condanne a morte sono state emesse nel 2005 e almeno una nel 2003.
Nell'agosto 2002, dopo che le forze governative hanno represso delle rivolte nelle caserme dell'esercito, il Primo Ministro ha dichiarato di essere contrario alla pena di morte. Tuttavia la pena capitale è prevista dal Codice Militare redatto dopo questi fatti e adottato nel dicembre 2002. Il Codice stabilisce una corte militare competente per i crimini di natura militare.
Nel febbraio 2011, durante il processo di Revisione Periodica Universale da parte del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, il Niger ha accettato le raccomandazioni di introdurre una moratoria ufficiale sulla pena di morte, di ripresentare un disegno di legge abolizionista appena il nuovo Parlamento sarà insediato e di abolire la pena di morte per le persone di età inferiore ai 18 anni. Per quanto riguarda le raccomandazioni per l'abolizione della pena di morte, il Niger ha risposto che aveva progettato una campagna pubblica in tre fasi per preparare l’approvazione di una legge abolizionista e per l’adesione al Secondo Protocollo Opzionale al Patto sui diritti civili e politici. In una prima fase era prevista una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui temi della pena di morte rivolta ai leader religiosi, ai capi tradizionali, alle ONG, ai partiti politici e agli enti statali. Successivamente era previsto di ottenere il sostegno pubblico per poi passare all’ultima fase di presentazione della proposta di legge abolizionista per l’approvazione. I delegati del Niger hanno spiegato che quando il disegno di legge era stato presentato al Consiglio consultivo nel 2010 non si erano ancora concluse le tre fasi e quindi l'opposizione si era divisa tra chi pensava che fosse necessario un dibattito pubblico più ampio e chi pensava invece che l'abolizione della pena di morte non era una preoccupazione del popolo del Niger ma il risultato di pressioni esercitate da alcune organizzazioni internazionali. Tuttavia, il Governo ha osservato che vi è un movimento abolizionista nel Niger e che il Niger ha ratificato ogni altro trattato internazionale sui diritti umani. Il Governo ha dichiarato che avrebbe ripercorso il processo di cui sopra per raggiungere l’obiettivo dell’approvazione di una legge abolizionista.
Il 7 aprile 2014, in occasione della celebrazione del terzo anniversario dell'investitura, su proposta del Ministro della Giustizia Marou Amadou, il Presidente della Repubblica Mahamadou Issoufou ha emesso un provvedimento di clemenza. I condannati a morte con sentenza passata in giudicato hanno avuto la loro pena commutata in ergastolo, quelli condannati all’ergastolo hanno avuto la pena commutata in 30 anni. Dal provvedimento di clemenza sono stati esclusi i detenuti recidivi.
Il 23 ottobre 2014, il Governo del Niger ha approvato un disegno di legge per l'adesione al Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, che mira ad abolire la pena di morte. Il disegno di legge è stato inviato all'Assemblea Nazionale per l'adozione definitiva.
Il 20 e 21 novembre 2014, Nessuno Tocchi Caino e il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito hanno compiuo una missione in Niger, con l’obiettivo di trovare sostegni alla Risoluzione ONU per la moratoria delle esecuzioni. La delegazione ha incontrato il Primo vice-Presidente dell’Assemblea Nazionale Daouda Marthé, il Primo Ministro Brigi Rafini e il Ministro della Giustizia e portavoce del Governo Amadou Marou, che ha annunciato che il Niger sarebbe passato da un voto di astensione al voto a favore della Risoluzione ONU pro-moratoria. "Le ragioni per l'abolizione della pena di morte sono molto più rilevanti di quelle per mantenerla", ha detto il Ministro Marou, il quale ha aggiunto che "la nostra agenda coincide con la vostra, sia sul rispetto dei diritti umani sia sull'abrogazione della pena di morte. Il Presidente è personalmente impegnato su questi obiettivi”.
Il 18 dicembre 2014, il Niger ha per la prima volta votato a favore della Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In precedenza si era sempre astenuto sulla Risoluzione.