SOMALIA. RAGAZZO GIUSTIZIA ASSASSINO DEL PADRE
su ordine di un tribunale islamico, un ragazzo somalo di 16 anni ha giustiziato in pubblico l'uomo riconosciuto colpevole dell’omicidio di suo padre.
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su ordine di un tribunale islamico, un ragazzo somalo di 16 anni ha giustiziato in pubblico l'uomo riconosciuto colpevole dell’omicidio di suo padre.
Si tratta della prima esecuzione pubblica a Mogadiscio in base alla Sharia degli ultimi dieci anni.
All’esecuzione, ordinata e gestita dal tribunale, hanno assistito diverse centinaia di persone.
I presenti hanno raccontato che, in applicazione del verdetto, il 16enne Mohamed Moalim si è avvicinato al condannato a morte, Omar Hussein, che era incappucciato e legato ad un palo, colpendolo più volte con un coltello al petto, alla gola e alla testa, fino ad ucciderlo.
“L’assassino di mio padre è stato eliminato”, ha dichiarato con freddezza Moalim all’agenzia Afp, a conclusione dell’esecuzione avvenuta a Bermuda, località nel settore sud di Mogadiscio.
I parenti di Moalim hanno detto che anche i familiari dell’omicida hanno accettato il verdetto del tribunale, presentato dai leader religiosi di Bermuda come equo e necessario al ristabilimento dell’ordine.
"L’Islam è il solo mezzo per superare le difficoltà che abbiamo di fronte”, ha detto all’Afp l’imam Sheikh Ibrahim Mohamed Nur. “Abbiamo applicato la giustizia di Allah e non c’è migliore giustizia di quella raccomandata da Allah. Da oggi in poi la popolazione di Bermuda saprà che gli assassini non resteranno impuniti, come è stato in passato”.
Alcuni parenti del giustiziato hanno invece espresso disappunto, sostenendo di non aver avuto la possibilità di pagare un risarcimento alla famiglia del ragazzo, nel tentativo di evitare l’esecuzione. “Il nostro parente non ha avuto giustizia”, ha detto Ismail Haji Hassan.
Infine, il commento di un giovane che ha assistito all’esecuzione, presentatosi solo come Mohamoud. “Non si può fermare la violenza con altra violenza”.
Si tratta della prima esecuzione pubblica a Mogadiscio in base alla Sharia degli ultimi dieci anni.
All’esecuzione, ordinata e gestita dal tribunale, hanno assistito diverse centinaia di persone.
I presenti hanno raccontato che, in applicazione del verdetto, il 16enne Mohamed Moalim si è avvicinato al condannato a morte, Omar Hussein, che era incappucciato e legato ad un palo, colpendolo più volte con un coltello al petto, alla gola e alla testa, fino ad ucciderlo.
“L’assassino di mio padre è stato eliminato”, ha dichiarato con freddezza Moalim all’agenzia Afp, a conclusione dell’esecuzione avvenuta a Bermuda, località nel settore sud di Mogadiscio.
I parenti di Moalim hanno detto che anche i familiari dell’omicida hanno accettato il verdetto del tribunale, presentato dai leader religiosi di Bermuda come equo e necessario al ristabilimento dell’ordine.
"L’Islam è il solo mezzo per superare le difficoltà che abbiamo di fronte”, ha detto all’Afp l’imam Sheikh Ibrahim Mohamed Nur. “Abbiamo applicato la giustizia di Allah e non c’è migliore giustizia di quella raccomandata da Allah. Da oggi in poi la popolazione di Bermuda saprà che gli assassini non resteranno impuniti, come è stato in passato”.
Alcuni parenti del giustiziato hanno invece espresso disappunto, sostenendo di non aver avuto la possibilità di pagare un risarcimento alla famiglia del ragazzo, nel tentativo di evitare l’esecuzione. “Il nostro parente non ha avuto giustizia”, ha detto Ismail Haji Hassan.
Infine, il commento di un giovane che ha assistito all’esecuzione, presentatosi solo come Mohamoud. “Non si può fermare la violenza con altra violenza”.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 03/05/2006)
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