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SIRIA

SIRIA: LA PROCURA CHIEDE LA PENA DI MORTE PER WASSIM AL-ASSAD

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La Procura siriana ha chiesto la pena di morte per l'imputato Wassim al-Assad, cugino dell'ex presidente Bashar al-Assad.

La richiesta della Procura si basa su prove e testimonianze a sostegno delle accuse di omicidio premeditato, traffico e spaccio di droga e reati contro la sicurezza nazionale e la pace civile, secondo quanto riportato dalla Commissione Nazionale per la Giustizia di Transizione il 22 luglio 2026.

La difesa e l'imputato hanno ribadito le loro precedenti dichiarazioni. Al-Assad ha negato le accuse a suo carico e ha chiesto clemenza e giustizia.

La Quarta Corte Penale ha aggiornato il processo al 29 luglio per esaminare il caso ed emettere la sua sentenza.

La Corte ha tenuto la terza udienza del processo a Wassim al-Assad presso il Palazzo di Giustizia di Damasco.

L'Agenzia di stampa siriana SANA ha riferito che l'udienza si è svolta a porte chiuse ed è stata dedicata all'audizione dei testimoni dell'accusa. 

I testimoni hanno reso le loro dichiarazioni davanti al tribunale in presenza dell'imputato.

Il giudice Fakhr al-Din al-Aryan ha presieduto l'udienza. Hanno partecipato anche i consulenti legali Abdul Hamid Mohammad al-Hammoud e Hossam Hussein Abdul Rahman, insieme al rappresentante della Procura, il giudice Omar Mahmoud al-Radi.

La Quarta Corte Penale ha tenuto la prima udienza del processo a Wassim al-Assad il 24 giugno, quando il giudice al-Aryan ha letto l'atto d'accusa contro l'imputato.

La seconda udienza si è tenuta il 15 luglio ed è stata dedicata all'audizione dei testimoni dell'accusa e alla presentazione di documenti, fotografie e registrazioni video.

Wassim al-Assad è accusato di diversi reati, tra cui la formazione di milizie armate affiliate alla Quarta Divisione dell’ex regime e il traffico di droga.

Il processo a Wassim al-Assad si inserisce nel processo transitorio di giustizia volto a perseguire i responsabili, inclusi individui e figure di spicco, del precedente regime siriano.

Tra i casi principali figurano quelli di Wassim al-Assad, Atef Najib, ex capo della Sezione di Sicurezza Politica di Daraa (Siria meridionale), le cui azioni avrebbero contribuito a innescare la rivolta siriana, e Ahmed Badr al-Din Hassoun, che ha ricoperto la carica di Gran Mufti della Siria sotto il precedente regime.

Il Ministero della Giustizia ha affermato che i processi proseguiranno nel rispetto delle garanzie legali e giudiziarie stabilite per tutelare la giustizia e lo stato di diritto.

 

FONTI
  • (Fonte: Enab Baladi, 23/07/2026)