SINGAPORE: IMPICCATO PER OMICIDIO BAMBINA
un uomo è stato impiccato a Singapore per l’omicidio di una bambina di due anni, avvenuto nel 2006.
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un uomo è stato impiccato a Singapore per l’omicidio di una bambina di due anni, avvenuto nel 2006.
L’esecuzione di Mohammed Ali Johari – rende noto la polizia – ha avuto luogo di mattina nella Prigione di Changi.
L’uomo era stato condannato a morte nell’agosto 2007 per l’omicidio della figliastra Nur Asyura Mohamed Fauzi, detta Nonoi.
Lo scorso aprile, nel respingere l’appello finale, il giudice V.K. Rajah dell’Alta Corte aveva definito quanto commesso da Mohammed Ali “la cosa più crudele che si possa fare ad un bambino”.
Nonoi era sparita il 1° marzo 2006 dall’appartamento dei genitori di Mohammed Ali, il quale inizialmente aveva accusato suo padre e suo fratello minore di non essersi presi cura della bambina.
Tre giorni dopo, lo stesso Mohammed Ali aveva ammesso di essere responsabile della morte di Nonoi, avvenuta - a suo dire - accidentalmente.
Ha detto alle autorità giudiziarie che la bambina aveva iniziato a piangere e che lui le aveva dato schiaffi e pugni nell’inutile tentativo di calmarla. Poi le aveva immerso la testa in un secchio pieno d’acqua, finendo per ucciderla.
L’uomo aveva poi abbandonato il corpo della vittima sotto un cavalcavia ad Aljunied, area ai margini della Città di Singapore.
L’autopsia avrebbe dimostrato che la bambina è stata molestata, prima del decesso. Le condizioni dei polmoni della vittima – sostengono le autorità – indicano che è stata affogata.
L’esecuzione di Mohammed Ali Johari – rende noto la polizia – ha avuto luogo di mattina nella Prigione di Changi.
L’uomo era stato condannato a morte nell’agosto 2007 per l’omicidio della figliastra Nur Asyura Mohamed Fauzi, detta Nonoi.
Lo scorso aprile, nel respingere l’appello finale, il giudice V.K. Rajah dell’Alta Corte aveva definito quanto commesso da Mohammed Ali “la cosa più crudele che si possa fare ad un bambino”.
Nonoi era sparita il 1° marzo 2006 dall’appartamento dei genitori di Mohammed Ali, il quale inizialmente aveva accusato suo padre e suo fratello minore di non essersi presi cura della bambina.
Tre giorni dopo, lo stesso Mohammed Ali aveva ammesso di essere responsabile della morte di Nonoi, avvenuta - a suo dire - accidentalmente.
Ha detto alle autorità giudiziarie che la bambina aveva iniziato a piangere e che lui le aveva dato schiaffi e pugni nell’inutile tentativo di calmarla. Poi le aveva immerso la testa in un secchio pieno d’acqua, finendo per ucciderla.
L’uomo aveva poi abbandonato il corpo della vittima sotto un cavalcavia ad Aljunied, area ai margini della Città di Singapore.
L’autopsia avrebbe dimostrato che la bambina è stata molestata, prima del decesso. Le condizioni dei polmoni della vittima – sostengono le autorità – indicano che è stata affogata.
— FONTI
- (Fonti: Straits Times, 20/12/2008)
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