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Singapore ha il più alto tasso di esecuzioni del mondo rispetto al numero di abitanti, superando la Cina, l'Arabia Saudita e la Sierra Leone, ha detto Amnesty International
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Singapore ha il più alto tasso di esecuzioni del mondo rispetto al numero di abitanti, superando la Cina, l'Arabia Saudita e la Sierra Leone, ha detto Amnesty International. Più di 400 detenuti sono stati impiccati dal 1991 nella città-stato del Sud-est asiatico che conta 4 milioni di abitanti, ha detto AI in un rapporto sulla pena di morte a Singapore intitolato "A hidden toll of executions". La maggior parte delle esecuzioni sono state compiute per reati di droga, altre per omicidio e reati legati alle armi, tutti crimini che prevedono obbligatoriamente la pena di morte a Singapore, si legge nel rapporto. Le persone giustiziate provengono da gruppi svantaggiati: lavoratori immigrati, tossicodipendenti, poveri o analfabeti, ha detto Amnesty. Fra i casi segnalati vi è quello di Rozman Jusoh, un immigrato ventiquattrenne malese giustiziato nel 1996 nonostante fosse un ritardato mentale. Le legge sulla droga a Singapore sono tra le più severe del mondo. Chi viene trovato in possesso di oltre 14 gr di eroina o di oltre 482 gr di marijuana è considerato trafficante e rischia la condanna a morte obbligatoria. Singapore ha registrato il più alto tasso di esecuzioni per abitante tra il 1994 e il 1999, con circa 13,6 esecuzioni per milione di abitanti, secondo l'ultimo rapporto dell'ONU sulla pena capitale. Amnesty sostiene che la legge di Singapore sia in alcuni punti in contrasto con i diritti internazionalmente riconosciuti, fra cui quello della presunzione dell'innocenza dell'imputato. Il gruppo inoltre accusa il governo di aver nascosto i dati sull'uso della pena di morte e di non pubblicare statistiche al riguardo. Non si conosce il numero dei detenuti attualmente nel braccio della morte a Singapore, ha aggiunto.
— FONTI
- (Fonti: Dow Jones International News, 14/01/2004)
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