SINGAPORE. EX COMMISSARIO DELLA GIUSTIZIA, LASCIAMO AI GIUDICI STABILIRE LE CONDANNE A MORTE
K.S. Rajah, un ex commissario della giustizia, ha chiesto la revisione delle sentenze a Singapore nei casi in cui la pena di morte era obbligatoria.
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K.S. Rajah, un ex commissario della giustizia, ha chiesto la revisione delle sentenze a Singapore nei casi in cui la pena di morte era obbligatoria. Rajah, attualmente un alto consigliere vorrebbe che i giudici potessero a propria discrezione stabilire l’ergastolo, ove lo ritenessero opportuno.
La sua richiesta era scaturita dalla decisione della Corte d’Appello dell’ottobre 2004 sul caso di un trafficante di stupefacenti, dice Rajah.
La Corte aveva respinto l’appello del vietnamita-australiano Nguyen Tuong Van, 24, condannato a morte per traffico di eroina. Rajah ha detto: “Per la prima volta la Corte si è mostrata disposta ad ascoltare le tesi secondo cui l’impiccagione è proibita legalmente a livello internazionale, poiché è crudele e disumana. “Una soluzione per renderla più umana e meno crudele sarebbe permettere ai giudici di scegliere, invece di mantenere la pena capitale obbligatoria.” Durante l’appello di Nguyen, per la prima volta si è dibattuto sulla costituzione. Si è discusso sul fatto che l’obbligo della pena di morte violava le leggi internazionali sui diritti umani. Respingendo l’appello, la più alta Corte di Singapore affermava che l’obbligo della pena capitale stabilita per la violazione della Legge sugli stupefacenti era costituzionale.
La Corte aveva respinto l’appello del vietnamita-australiano Nguyen Tuong Van, 24, condannato a morte per traffico di eroina. Rajah ha detto: “Per la prima volta la Corte si è mostrata disposta ad ascoltare le tesi secondo cui l’impiccagione è proibita legalmente a livello internazionale, poiché è crudele e disumana. “Una soluzione per renderla più umana e meno crudele sarebbe permettere ai giudici di scegliere, invece di mantenere la pena capitale obbligatoria.” Durante l’appello di Nguyen, per la prima volta si è dibattuto sulla costituzione. Si è discusso sul fatto che l’obbligo della pena di morte violava le leggi internazionali sui diritti umani. Respingendo l’appello, la più alta Corte di Singapore affermava che l’obbligo della pena capitale stabilita per la violazione della Legge sugli stupefacenti era costituzionale.
— FONTI
- (Fonti: Straits Times, 09/05/2005)
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