"Seppure l'insegnamento tradizionale della Chiesa non...
"Seppure l'insegnamento tradizionale della Chiesa non escluda la pena di morte quando questa fosse l'unica via per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani, i metodi non cruenti di repressione e di punizione sono
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"Seppure l'insegnamento tradizionale della Chiesa non escluda la pena di morte quando questa fosse l'unica via per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani, i metodi non cruenti di repressione e di punizione sono preferibili in quanto meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e pi� conformi alla dignit� della persona umana".
E' scritto a pagina 221, al punto 405, del Compendio del Catechismo Sociale della Chiesa, realizzato dal Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace e presentato il 25 ottobre in Vaticano dal cardinale Renato Martino.
Nel testo non appaiono quelle inequivocabili parole di condanna che da tempo attendevano non poche associazioni cattoliche, conferenze episcopali o semplici fedeli impegnati a sostenere nel mondo l'abrogazione della pena di morte. La formula utilizzata nel Compendio si limita a recepire quella del Catechismo della Chiesa senza apportarvi particolari correzioni in senso limitativo. Non compaiono quindi vocaboli come 'condanna' o 'immorale'.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il cardinale Martino ha spiegato che la condanna da parte della Chiesa "� nei fatti".
Monsignor Gianpaolo Crepaldi ha evidenziato che il testo appena pubblicato dal Vaticano si � limitato a riproporre ci� che gi� appariva nel Catechismo della Chiesa e nell'enciclica Evangeliumvitae di Papa Giovanni Paolo II.
"Evidentemente -ha concluso Crepaldi- non si poteva cambiare magistero".
Sul Compendio del Catechismo Sociale della Chiesa, il Segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D'Elia ha dichiarato:
"La posizione della Chiesa Cattolica sulla pena di morte � una posizione ragionevole, pragmatica, non ideologica. Il 'no' � relativo perch� la pena di morte non sarebbe esclusa - come recita il Compendio del Catechismo Sociale - 'quando questa fosse l'unica via per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita degli esseri umani'. Su questo, la Chiesa � antiproibizionista come Marco Pannella.
Peccato che su molte altre questioni - aborto, eutanasia, pillola del giorno dopo, omosessualit�, cellule staminali... - la Chiesa contraddica s� stessa. Il 'no' in questi casi diventa assoluto. La vita di un embrione vale di pi� di quella di un condannato a morte?"
E' scritto a pagina 221, al punto 405, del Compendio del Catechismo Sociale della Chiesa, realizzato dal Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace e presentato il 25 ottobre in Vaticano dal cardinale Renato Martino.
Nel testo non appaiono quelle inequivocabili parole di condanna che da tempo attendevano non poche associazioni cattoliche, conferenze episcopali o semplici fedeli impegnati a sostenere nel mondo l'abrogazione della pena di morte. La formula utilizzata nel Compendio si limita a recepire quella del Catechismo della Chiesa senza apportarvi particolari correzioni in senso limitativo. Non compaiono quindi vocaboli come 'condanna' o 'immorale'.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il cardinale Martino ha spiegato che la condanna da parte della Chiesa "� nei fatti".
Monsignor Gianpaolo Crepaldi ha evidenziato che il testo appena pubblicato dal Vaticano si � limitato a riproporre ci� che gi� appariva nel Catechismo della Chiesa e nell'enciclica Evangeliumvitae di Papa Giovanni Paolo II.
"Evidentemente -ha concluso Crepaldi- non si poteva cambiare magistero".
Sul Compendio del Catechismo Sociale della Chiesa, il Segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D'Elia ha dichiarato:
"La posizione della Chiesa Cattolica sulla pena di morte � una posizione ragionevole, pragmatica, non ideologica. Il 'no' � relativo perch� la pena di morte non sarebbe esclusa - come recita il Compendio del Catechismo Sociale - 'quando questa fosse l'unica via per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita degli esseri umani'. Su questo, la Chiesa � antiproibizionista come Marco Pannella.
Peccato che su molte altre questioni - aborto, eutanasia, pillola del giorno dopo, omosessualit�, cellule staminali... - la Chiesa contraddica s� stessa. Il 'no' in questi casi diventa assoluto. La vita di un embrione vale di pi� di quella di un condannato a morte?"
— FONTI
- (Fonti: Apcom, 25/10/04; Nessuno tocchi Caino, 26/10/04;)
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