Secondo uno studio reso noto oggi
Secondo uno studio reso noto oggi
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Secondo uno studio reso noto oggi, i contribuenti del Maryland hanno speso oltre 37 milioni di dollari per ognuna delle 5 esecuzioni avvenute nello stato in 20 anni.
Lo studio, commissionato dalla Abell Foundation con sede a Baltimora, e realizzato dell’Urban Institute, un istituto di ricerca imparziale di Washington, ha preso in esame i dati raccolti nel tempo da un professore della Maryland University sui 162 casi di omicidio in cui la pubblica accusa ha deciso di chiedere la condanna a morte tra il 1978 (anno in cui è stata reintrodotta la pena di morte) e il 1999. La gestione di questi 162 casi capitali, qualora la pubblica accusa si fosse “accontentata” di chiedere l’ergastolo, avrebbe fatto risparmiare almeno 186 milioni di dollari. In questa cifra è compreso il costo del mantenimento in carcere a vita per i condannati. Sostanzialmente, una condanna a morte costa circa 3 milioni di dollari, mentre una condanna all’ergastolo 1,1 milione. Inoltre, poiché la maggior parte della condanne alla fine vengono annullate e ridotte all’ergastolo, i cittadini pagano sia l’alto costo della procedura capitale, sia il costo successivo dell’ergastolo. Inoltre, sui 162 casi in cui è stata chiesta la condanna a morte, in 106 casi non è stata ottenuta, e quasto ha pesato per altri 71 milioni di dollari sul bagtet statale. Rick Abruzzese, un portavoce del governatore Martin O’Malley, ha detto: “Questo è un fortissimo argomento contro la pena di morte, l’enorme costo che ha per i conttribuenti”. Lo studio viene pubblicato mentre ad Annapolis il parlamento del Maryland inizia a discutere una proposta di legge per abolire la pena di morte. Lo scorso anno una legge simile era stata sconfitta in dede preliminare per un solo voto (vedi 15 marzo 2007). Lo studio è su: http://www.deathpenaltyinfo.org/CostsDPMaryland.pdf.
Lo studio, commissionato dalla Abell Foundation con sede a Baltimora, e realizzato dell’Urban Institute, un istituto di ricerca imparziale di Washington, ha preso in esame i dati raccolti nel tempo da un professore della Maryland University sui 162 casi di omicidio in cui la pubblica accusa ha deciso di chiedere la condanna a morte tra il 1978 (anno in cui è stata reintrodotta la pena di morte) e il 1999. La gestione di questi 162 casi capitali, qualora la pubblica accusa si fosse “accontentata” di chiedere l’ergastolo, avrebbe fatto risparmiare almeno 186 milioni di dollari. In questa cifra è compreso il costo del mantenimento in carcere a vita per i condannati. Sostanzialmente, una condanna a morte costa circa 3 milioni di dollari, mentre una condanna all’ergastolo 1,1 milione. Inoltre, poiché la maggior parte della condanne alla fine vengono annullate e ridotte all’ergastolo, i cittadini pagano sia l’alto costo della procedura capitale, sia il costo successivo dell’ergastolo. Inoltre, sui 162 casi in cui è stata chiesta la condanna a morte, in 106 casi non è stata ottenuta, e quasto ha pesato per altri 71 milioni di dollari sul bagtet statale. Rick Abruzzese, un portavoce del governatore Martin O’Malley, ha detto: “Questo è un fortissimo argomento contro la pena di morte, l’enorme costo che ha per i conttribuenti”. Lo studio viene pubblicato mentre ad Annapolis il parlamento del Maryland inizia a discutere una proposta di legge per abolire la pena di morte. Lo scorso anno una legge simile era stata sconfitta in dede preliminare per un solo voto (vedi 15 marzo 2007). Lo studio è su: http://www.deathpenaltyinfo.org/CostsDPMaryland.pdf.
— FONTI
- (fonti: Baltimore Sun, 6/03/2008)
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