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ITALIA

secondo un rappresentante della comunità di Sant’Egidio...

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secondo un rappresentante della comunità di Sant’Egidio, la moratoria mondiale delle esecuzioni capitali non è soltanto un’idea di alcuni paesi, ma è il desiderio di una vasta parte della società. Mario Marazziti ha detto questo guidando una delegazione alle Nazioni Unite per consegnare una petizione firmata da 5 milioni di persone di 154 paesi che chiede la fine delle esecuzioni capitali. La delegazione, guidata dalla Comunità di Sant’ Egidio e dalla Coalizione Mondiale contro la Pena di Morte, ha consegnato la petizione a Srgjan Kerim, presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A guidare la delegazione c’era anche suor Helen Prejean, autrice di "Dead Man Walking." Presso la commissione sui diritti umani dell’Assemblea Generale è stata presentata una bozza di risoluzione su proposta dell’Angola, Albania, Brasile, Croazia, Gabon, Messico, Filippine, Portogallo (rappresentante dell’Unione Europea), e della Nuova Zelanda. Il testo è stato presentato come un’iniziativa interregionale con più di 70 paesi che hanno firmato come cosponsor. Evitando di chiedere l’abolizione della pena di morte, la risoluzione chiede “una moratoria delle esecuzioni in vista dell’abolizione della pena capitale”. Sull’esperienza della raccolta di così tante firme, Marazziti ha detto a ZENIT che è stato il frutto di nove anni di lavoro. Ha aggiunto, “per raccogliere cinque milioni di firme si deve parlare con 50 milioni di persone nel mondo, in 154 paesi”.
FONTI
  • (Fonti: Zenit.org, 04/11/2007)