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secondo un rapporto ricevuto da Amnesty International...

secondo un rapporto ricevuto da Amnesty International, sono almeno otto le donne a rischio imminente di lapidazione per adulterio, in Iran.

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secondo un rapporto ricevuto da Amnesty International, sono almeno otto le donne a rischio imminente di lapidazione per adulterio, in Iran. Ashraf Kalhori avrebbe dovuto essere giustiziata, per aver commesso adulterio con il suo vicino di casa, cosa da lei sempre negata, a luglio 2006, ma la sua lapidazione è stata sospesa. La donna era stata condannata a morte anche per l’omicidio del marito. I media iraniani hanno riportato recentemente che la Commissione per l’Amnistia e la Clemenza ha respinto la sua richiesta di grazia e che la sua condanna a morte, ora, può essere eseguita in qualunque momento.
Un’altra donna, conosciuta solo come Iran, è a rischio di lapidazione per adulterio, fatto che la donna avrebbe inizialmente confessato per poi ritrattare. Un tribunale della provincia di Khuzestan aveva condannato Iran a 5 anni di carcere per complicità nell’omicidio del marito, e alla lapidazione per adulterio. La condanna alla lapidazione era stata rovesciata a giugno del 2007 e la donna fu riprocessata e condannata nuovamente a morte. Il suo caso è stato presso la Commissione per l’Amnistia e la Clemenza per oltre un anno. La donna si trova ne carcere di Sepidar, nella città di Ahvaz.
Una donna di nome Khayrieh è stata condannata a morte nel Khuzestan per complicità nell’omicidio del marito, e alla lapidazione per adulterio. Un parente del marito, col quale lei aveva una relazione, ha ucciso l’uomo che maltrattava la moglie. Khayrieh ha negato di essere coinvolta nell’omicidio del marito, ma ha ammesso la relazione pertanto ora è a rischio di lapidazione. Si pensa che sia detenuta nel carcere di Sepidar.
Una donna conosciuta come Afsaneh R, di Shiraz, nel sud dell’Iran, è stata condannata a morte per adulterio, e al pagamento della qesas, (risarcimento) per l’omicidio del marito, da un tribunale di Fars, il 9 aprile 2008. La condanna è stata confermata dalla Corte Suprema il 4 agosto 2008.
Quattro altri casi sono stati scoperti, recentemente, da attivisti contro le lapidazioni in Iran.
Una donna, identificata solo come “H”, e un’altra identificata solo come "M.Kh", entrambe detenute nel carcere di Vakilabad, a Mashhad, nel nord-est del paese, sono state condannate alla lapidazione.
Si ritiene che un uomo e una donna non identificati siano nel carcere di Tabriz con una condanna alla lapidazione. Amnesty International non ha tutti i dettagli del loro caso, ma teme che possano essere giustiziati in qualunque momento.
Infine un altro uomo Gilan Mohammadi, e una donna, Gholamali Eskandari, sono a rischio di lapidazione nonostante il portavoce della magistratura, Ali Reza Jamshidi, abbia detto, il 27 gennaio, che i loro casi erano stati rivisti.
FONTI
  • (Fonti: Amnesty.org.uk, 09/03/2009)