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TANZANIA

secondo il rapporto 2011 sui diritti umani in Tanzania

secondo il rapporto 2011 sui diritti umani in Tanzania

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secondo il rapporto 2011 sui diritti umani in Tanzania del Legal and Human Rights Centre (LHRC) c’è bisogno di conoscere l’opinione pubblica sulla questione della pena di morte. Onesmo Olengurumwa, assistente ricercatore del LHRC, ha detto che per il rapporto sono state intervistate 6.000 persone. Secondo i risultati del rapporto, il 75% degli intervistati ritiene che la pena di morte non sia una punizione valida e il 74% dello stesso gruppo ha raccomandato l’ergastolo come alternativa alla condanna a morte. A dicembre 2010, c’erano 295 uomini e 11 donne nel braccio della morte. Il rapporto contiene un’intervista a un ex condannato a morte, Tete Kafunja, giudicato non colpevole dalla corte d’appello nel 2009. Tete, detenuto nel braccio della morte per nove anni, ha detto che non sapere quando si verrà giustiziati è un tortura. Ha detto che i detenuti pensano che ogni agente penitenziario che va a visitarli sia il loro boia, e molti prigionieri soffrono di stress mentale e psicologico. “Le conclusioni del LHRC mostrano che la maggior parte delle persone oggi sono ben informate e sono in grado di dare una loro opinione sulla pena di morte. A questo proposito, l’LHRC raccomanda allo Stato di tornare dalle persone con un approccio più aperto per ottenere il punto di vista dell’opinione pubblica,” ha detto Olengurumwa.
Il rapporto 2011 cita anche nuove modalità di violazione dei diritti umani tra cui l’abbandono di minori e il rapimento di neonati.
FONTI
  • (Fonti: http://allafrica.com/stories/201206050979.html, 05/06/2012)