Se gli imputati di genocidio presso il Tribunale Penale...
Se gli imputati di genocidio presso il Tribunale Penale Internazionale, con sede in Tanzania, fossero trasferiti in Ruanda e processati da tribunali locali, il Presidente ruandese Paul Kagame si impegnerebbe per evitare loro una condanna a morte
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Se gli imputati di genocidio presso il Tribunale Penale Internazionale, con sede in Tanzania, fossero trasferiti in Ruanda e processati da tribunali locali, il Presidente ruandese Paul Kagame si impegnerebbe per evitare loro una condanna a morte.
"Ho sempre pensato che queste persone debbano essere processate nel paese in cui hanno commesso i loro crimini, affinch� i sopravvissuti al genocidio ottengano giustizia", ha dichiarato Kagame ai giornalisti l'11 settembre.
"Se questo significasse rinunciare alla pena di morte, mi impegnerei in tal senso".
Le persone implicate nel genocidio del 1994, nel quale estremisti hutu in cento giorni uccisero circa 800.000 tutsi e hutu moderati, possono essere giudicate dal Tribunale Penale Internazionale appositamente istituito dall'ONU in Tanzania, che non ha la pena di morte.
Proprio la pena di morte � stata finora motivo di attrito tra le autorit� ruandesi e il Tribunale, che dal 1995 - anno della sua istituzione - ha messo sotto accusa 81 persone. Venti sono state riconosciute colpevoli, tre sono state assolte.
La proposta di spostare i processi in Ruanda ha suscitato la reazione contraria di molti avvocati difensori, secondo cui i propri assistiti non riceverebbero un processo equo.
"Ho sempre pensato che queste persone debbano essere processate nel paese in cui hanno commesso i loro crimini, affinch� i sopravvissuti al genocidio ottengano giustizia", ha dichiarato Kagame ai giornalisti l'11 settembre.
"Se questo significasse rinunciare alla pena di morte, mi impegnerei in tal senso".
Le persone implicate nel genocidio del 1994, nel quale estremisti hutu in cento giorni uccisero circa 800.000 tutsi e hutu moderati, possono essere giudicate dal Tribunale Penale Internazionale appositamente istituito dall'ONU in Tanzania, che non ha la pena di morte.
Proprio la pena di morte � stata finora motivo di attrito tra le autorit� ruandesi e il Tribunale, che dal 1995 - anno della sua istituzione - ha messo sotto accusa 81 persone. Venti sono state riconosciute colpevoli, tre sono state assolte.
La proposta di spostare i processi in Ruanda ha suscitato la reazione contraria di molti avvocati difensori, secondo cui i propri assistiti non riceverebbero un processo equo.
— FONTI
- (Fonti: AllAfrica.com, 14/09/2004)
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