SADDAM. ESPERTI ONU, NO ALL’ESECUZIONE DELL’EX DITTATORE
la detenzione di Saddam Hussein e' 'arbitraria' alla luce dell’iniquo svolgimento del suo processo a Baghdad, e la condanna a morte emessa nei suoi confronti non deve essere eseguita.
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la detenzione di Saddam Hussein e' 'arbitraria' alla luce dell’iniquo svolgimento del suo processo a Baghdad, e la condanna a morte emessa nei suoi confronti non deve essere eseguita. Lo ha detto il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria, definendo il tribunale che ha condannato l’ex dittatore come né indipendente né imparziale. 'Il non rispetto delle norme internazionali durante il processo del signor Hussein e' di una tale gravita' che conferisce alla privazione della sua liberta' un carattere arbitrario', ha affermato in un comunicato il gruppo di lavoro Onu, al termine di una sessione a Ginevra.
Per il gruppo di lavoro - presieduto dall'algerina Leila Zerrougui - il tribunale ha mancato di “indipendenza e di imparzialita”, non ha concesso a Saddam tempo sufficiente per preparare la propria difesa, ha limitato il suo accesso agli avvocati difensori e il suo diritto alla convocazione di propri testimoni”. Il tribunale – è scritto nel comunicato - ha violato il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, di cui fanno parte sia gli Stati Uniti che l’Iraq.
Il gruppo di lavoro, costituito da cinque giuristi indipendenti, “raccomanda ai due governi di porre rimedio ai gravi difetti procedurali e di affrontare la situazione del signor Hussein in conformità con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici”. Il gruppo di lavoro, che precisa di non chiedere la messa in liberta' dell'ex dittatore, rappresenta un’autorità morale e le sue opinioni non hanno carattere vincolante.
Per il gruppo di lavoro - presieduto dall'algerina Leila Zerrougui - il tribunale ha mancato di “indipendenza e di imparzialita”, non ha concesso a Saddam tempo sufficiente per preparare la propria difesa, ha limitato il suo accesso agli avvocati difensori e il suo diritto alla convocazione di propri testimoni”. Il tribunale – è scritto nel comunicato - ha violato il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, di cui fanno parte sia gli Stati Uniti che l’Iraq.
Il gruppo di lavoro, costituito da cinque giuristi indipendenti, “raccomanda ai due governi di porre rimedio ai gravi difetti procedurali e di affrontare la situazione del signor Hussein in conformità con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici”. Il gruppo di lavoro, che precisa di non chiedere la messa in liberta' dell'ex dittatore, rappresenta un’autorità morale e le sue opinioni non hanno carattere vincolante.
— FONTI
- (Fonti: Ansa, Reuters, 28/11/2006)
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