RUSSIA. UN CONDANNATO A MORTE PREFERISCE ESSERE GIUSTIZIATO
terrorizzato all’idea di trascorrere il resto della vita dietro le sbarre, Sergei Deineko, un russo condannato per sei omicidi brutali, si è rivolto alla Corte Suprema per chiedere che sia cancellato l’atto di perdono che ha commutato la sua condanna a
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terrorizzato all’idea di trascorrere il resto della vita dietro le sbarre, Sergei Deineko, un russo condannato per sei omicidi brutali, si è rivolto alla Corte Suprema per chiedere che sia cancellato l’atto di perdono che ha commutato la sua condanna a morte in ergastolo.
Deineko voleva essere giustiziato a tutti i costi ma la Corte Suprema ha stabilito che il perdono non viola alcuna legge e che quindi non può essere messo in discussione. Deineko si trova in prigione dal 1997, quando fu arrestato insieme a suo fratello Alexander per una serie di omicidi. Nel corso del processo è emerso che i fratelli avevano ucciso almeno sei persone nel corso dell’anno. La pena di morte non può essere eseguita perché su richiesta del Consiglio d’Europa le esecuzioni sono state bloccate in Russia nel 1996 con un decreto dell’allora Presidente Boris Yeltsin. Tutte le condanne a morte sospese furono poi commutate in ergastolo. Deineko ha cercato di difendere il suo diritto ad essere giustiziato con un appello alla Corte Suprema. Il perdono rappresenta una violazione dei miei diritti costituzionali, ha scritto Deineko nell’appello. L’alta corte russa tuttavia non era convinta di poter discutere l’appello perchè non si riteneva competente in materia. La Corte Suprema ha anche stabilito che Deineko si è contraddetto. Dopo essere stato condannato a morte nel 1997, l’avvocato di Deineko si è affrettato a chiedere la commutazione della condanna in ergastolo.
Deineko voleva essere giustiziato a tutti i costi ma la Corte Suprema ha stabilito che il perdono non viola alcuna legge e che quindi non può essere messo in discussione. Deineko si trova in prigione dal 1997, quando fu arrestato insieme a suo fratello Alexander per una serie di omicidi. Nel corso del processo è emerso che i fratelli avevano ucciso almeno sei persone nel corso dell’anno. La pena di morte non può essere eseguita perché su richiesta del Consiglio d’Europa le esecuzioni sono state bloccate in Russia nel 1996 con un decreto dell’allora Presidente Boris Yeltsin. Tutte le condanne a morte sospese furono poi commutate in ergastolo. Deineko ha cercato di difendere il suo diritto ad essere giustiziato con un appello alla Corte Suprema. Il perdono rappresenta una violazione dei miei diritti costituzionali, ha scritto Deineko nell’appello. L’alta corte russa tuttavia non era convinta di poter discutere l’appello perchè non si riteneva competente in materia. La Corte Suprema ha anche stabilito che Deineko si è contraddetto. Dopo essere stato condannato a morte nel 1997, l’avvocato di Deineko si è affrettato a chiedere la commutazione della condanna in ergastolo.
— FONTI
- (Fonti: ANSA - English Media Service, 30/03/2005)
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