RUANDA. PARLAMENTO ABOLISCE PENA DI MORTE
il Parlamento del Ruanda ha approvato l'abolizione della pena di morte, che viene sostituita con l’ergastolo
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il Parlamento del Ruanda ha approvato l'abolizione della pena di morte, che viene sostituita con l’ergastolo. Sono 45 i parlamentari che hanno votato a favore dell’abolizione, 5 si sono astenuti, gli altri 30 parlamentari erano assenti. L’iniziativa dovrebbe favorire il rimpatrio, tramite estradizione, di persone sospettate per il genocidio del 1994.
Secondo Kigali, molti dei sospetti criminali accusati di coinvolgimento nel massacro di 800.000 persone - tra esponenti di etnia tutsi e hutu moderati - sono latitanti in Europa, Nordamerica e Africa occidentale. Numerosi Paesi si rifiutano di estradare individui sospettati in nazioni dove vige la pena capitale o si pratica la tortura.
La decisione e' stata accolta con favore da superstiti del genocidio, i quali hanno rilevato che la pena capitale esisteva nella legislazione ruandese ben prima del 1994. 'Non ha dissuaso la gente dall'impugnare i machete per massacrare i loro simili, per questo non siamo disturbati dalla sua abolizione', ha detto Theodore Simburudali, presidente del gruppo Ibuka di sopravvissuti al genocidio.
La nuova legge potrebbe anche favorire il trasferimento di individui sospettati di crimini di guerra arrestati dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda (Ictr), con sede a Arusha (Tanzania). Insoddisfatto per la lentezze del processi dell'Ictr - che ha un enorme arretrato di lavoro, ma dovrebbe chiudere nel 2008 - il Ruanda vuole che i sospetti vengano giudicati in patria.
Secondo Kigali, molti dei sospetti criminali accusati di coinvolgimento nel massacro di 800.000 persone - tra esponenti di etnia tutsi e hutu moderati - sono latitanti in Europa, Nordamerica e Africa occidentale. Numerosi Paesi si rifiutano di estradare individui sospettati in nazioni dove vige la pena capitale o si pratica la tortura.
La decisione e' stata accolta con favore da superstiti del genocidio, i quali hanno rilevato che la pena capitale esisteva nella legislazione ruandese ben prima del 1994. 'Non ha dissuaso la gente dall'impugnare i machete per massacrare i loro simili, per questo non siamo disturbati dalla sua abolizione', ha detto Theodore Simburudali, presidente del gruppo Ibuka di sopravvissuti al genocidio.
La nuova legge potrebbe anche favorire il trasferimento di individui sospettati di crimini di guerra arrestati dal Tribunale penale internazionale per il Ruanda (Ictr), con sede a Arusha (Tanzania). Insoddisfatto per la lentezze del processi dell'Ictr - che ha un enorme arretrato di lavoro, ma dovrebbe chiudere nel 2008 - il Ruanda vuole che i sospetti vengano giudicati in patria.
— FONTI
- (Fonti: ANSA-REUTERS, 09/06/2007)
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