RUANDA. “ABOLIREMO LA PENA DI MORTE PER TUTTI I REATI”
il bureau politico del Fronte Patriottico Ruandese (RPF), presieduto dal presidente ruandese Paul Kagame, ha deciso che il partito sosterrà “il disegno di legge per l’abolizione della pena capitale per tutti i reati”.
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il bureau politico del Fronte Patriottico Ruandese (RPF), presieduto dal presidente ruandese Paul Kagame, ha deciso che il partito sosterrà “il disegno di legge per l’abolizione della pena capitale per tutti i reati”. Lo rende noto un portavoce del Fronte, Servilien Sebasoni, precisando che “gli esperti stanno già lavorando al disegno di legge, che presto verrà presentato in parlamento”.
Con oltre il 70% dei seggi, l’RPF controlla entrambe le camere del Parlamento ruandese.
“Abbiamo condotto un dibattito approfondito all’interno del partito, giungendo alla posizione comune secondo cui la pena di morte non è di alcuna utilità al Ruanda. Con la sua abolizione, non perderemmo nulla”, ha detto il portavoce.
L’eliminazione della pena capitale aprirebbe la strada per l’estradizione in Ruanda di persone sospettate per il genocidio del 1994, da parte del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda e di diversi paesi occidentali. Il portavoce nega che il suo partito abbia preso la decisione per facilitare le suddette estradizioni: “Non ci hanno mai chiesto l’abolizione completa della pena di morte, chiedono solo garanzie affinché le persone sospettate non vadano incontro alla condanna capitale, e questa è una condizione che si può accogliere anche senza abolire completamente la pena di morte”.
“La nostra decisione è stata presa esclusivamente per ragioni di interesse generale”.
Con oltre il 70% dei seggi, l’RPF controlla entrambe le camere del Parlamento ruandese.
“Abbiamo condotto un dibattito approfondito all’interno del partito, giungendo alla posizione comune secondo cui la pena di morte non è di alcuna utilità al Ruanda. Con la sua abolizione, non perderemmo nulla”, ha detto il portavoce.
L’eliminazione della pena capitale aprirebbe la strada per l’estradizione in Ruanda di persone sospettate per il genocidio del 1994, da parte del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda e di diversi paesi occidentali. Il portavoce nega che il suo partito abbia preso la decisione per facilitare le suddette estradizioni: “Non ci hanno mai chiesto l’abolizione completa della pena di morte, chiedono solo garanzie affinché le persone sospettate non vadano incontro alla condanna capitale, e questa è una condizione che si può accogliere anche senza abolire completamente la pena di morte”.
“La nostra decisione è stata presa esclusivamente per ragioni di interesse generale”.
— FONTI
- (Fonti: IRIN, 12/10/2006)
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