ROMA: PROGETTO ARTISTICO CON I DETENUTI DI REBIBBIA NUOVO COMPLESSO
Usare il potere comunicativo dell''arte, per aiutare i detenuti ad accettare il proprio passato e preparare
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Usare il potere comunicativo dell''arte, per aiutare i detenuti ad accettare il proprio passato e preparare il ritorno nella società. Con questo obiettivo nasce il progetto "Il Figliol prodigo" - iniziativa nata dalla collaborazione tra l’associazione Radicale "Nessuno tocchi Caino", onlus "Pronto Intervento Disagio", galleria "Monserrato 900" di Roma, parrocchia di Santa Lucia al Gonfalone e un gruppo di artisti dell'avanguardia contemporanea - che si terrà all'interno del reparto G11 del penitenziario romano di Rebibbia-nuovo complesso.
Al progetto parteciperanno 12 detenuti che realizzeranno una mostra e un calendario, con la guida e la collaborazione di artisti dell'avanguardia romana, fra i quali Marina Haas, Laura Palmieri, Elena Pinzuti, Alessandro Costa, Paolo Bielli e Vincenzo Mazzarella.
L'idea, spiegano gli organizzatori in una nota, "nasce da questo anno giubilare sul tema della misericordia, proponendo una riflessione sulla capacità di ogni essere umano di saper ritornare sulle proprie responsabilità nei confronti della comunità, sia essa la famiglia che il contesto sociale nel quale si sono consumate scelte contrarie alle regole di convivenza umana e civile".
"Attraverso il filtro sensibile di artisti e volontari, particolarmente attenti alle dinamiche sociali di svantaggio e alla complessità dell''animo umano - prosegue la nota- ma anche grazie alla piena adesione della direzione, dell'area educativa e del personale di polizia penitenziaria, è stato proposto ai detenuti un progetto artistico sul tema della conoscenza e della verità quale primo momento di presa in carico del proprio vissuto e l''immagine del ritorno agli affetti e alla società. Il progetto, accolto e apprezzato con slancio ed iniziato alla fine di aprile, proseguirà con la realizzazione di opere su tela e avrà il preciso scopo di portare alla luce, attraverso immagini, colori, segni quello che spesso con le parole non si riesce a comunicare. Guardare alla possibilità del ritorno e all'idea stessa di farsi speranza", concludono gli organizzatori del progetto.
Al progetto parteciperanno 12 detenuti che realizzeranno una mostra e un calendario, con la guida e la collaborazione di artisti dell'avanguardia romana, fra i quali Marina Haas, Laura Palmieri, Elena Pinzuti, Alessandro Costa, Paolo Bielli e Vincenzo Mazzarella.
L'idea, spiegano gli organizzatori in una nota, "nasce da questo anno giubilare sul tema della misericordia, proponendo una riflessione sulla capacità di ogni essere umano di saper ritornare sulle proprie responsabilità nei confronti della comunità, sia essa la famiglia che il contesto sociale nel quale si sono consumate scelte contrarie alle regole di convivenza umana e civile".
"Attraverso il filtro sensibile di artisti e volontari, particolarmente attenti alle dinamiche sociali di svantaggio e alla complessità dell''animo umano - prosegue la nota- ma anche grazie alla piena adesione della direzione, dell'area educativa e del personale di polizia penitenziaria, è stato proposto ai detenuti un progetto artistico sul tema della conoscenza e della verità quale primo momento di presa in carico del proprio vissuto e l''immagine del ritorno agli affetti e alla società. Il progetto, accolto e apprezzato con slancio ed iniziato alla fine di aprile, proseguirà con la realizzazione di opere su tela e avrà il preciso scopo di portare alla luce, attraverso immagini, colori, segni quello che spesso con le parole non si riesce a comunicare. Guardare alla possibilità del ritorno e all'idea stessa di farsi speranza", concludono gli organizzatori del progetto.
— FONTI
- (Fonti: AdnKronos, 28/05/2015)
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