Riguardo alla pena di morte la Costituzione giamaicana stabilisce
Riguardo alla pena di morte la Costituzione giamaicana stabilisce
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Riguardo alla pena di morte la Costituzione giamaicana stabilisce: "Nessuno può essere privato intenzionalmente della vita salvo in esecuzione di una sentenza di una corte per un reato penale di cui sia stato ritenuto responsabile".
L’omicidio è un crimine capitale, salvo per le donne incinte, le persone oltre i 70 anni e per chi ha meno di 18 anni.
L’ultima impiccagione è avvenuta il 18 febbraio del 1988, quando Nathan Foster è stato giustiziato nel carcere di Santa Caterina. Nel braccio della morte di questo istituto, al febbraio 2005, sono detenuti 29 uomini secondo una ricerca de Centre for capital Punishment Studies.
La Giamaica è uno stato indipendente nell’ambito del Commonwealth, che mantiene la pena di morte, per il quale il Comitato Giudiziario del Privy Council britannico rimane la Corte d’Appello di ultima istanza.
Nel 1993 il Privy Council ha deciso, nel caso dei giamaicani Earl Pratt e Ivan Morgan, che 5 anni nel braccio della morte avevano costituito una punizione insolita e inumana e aveva di conseguenza ordinato la commutazione in ergastolo delle loro condanne, stabilendo così un limite massimo di 5 anni di detenzione nel braccio della morte.
Il 7 luglio 2004, con cinque voti contro quattro, il Privy Council di Londra ha dichiarato incostituzionale - perché inumana e degradante - la pena di morte quale sanzione obbligatoria per omicidio in Giamaica. In base alla decisione, tutte le sentenze capitali emesse a partire dall’introduzione nel 1992 della Legge sui Reati Contro la Persona che prevedeva automaticamente la pena di morte in caso di omicidio, sono da considerare illegali. Gli oltre 60 prigionieri del braccio della morte giamaicano condannati a partire da allora hanno guadagnato il diritto a una revisione della sentenza.
Il 26 novembre 2004, il Senato giamaicano ha approvato una serie di emendamenti alla Legge sui Reati Contro la Persona per dare ai giudici maggiore discrezionalità nei casi di omicidio dopo la decisione del Privy Council. Gli emendamenti mettono fine alla pena di morte quale sanzione obbligatoria per l'omicidio, attribuendo ai giudici la facoltà di scegliere tra la condanna a morte e l'ergastolo. Inoltre passa da sette a venti anni il periodo minimo che un condannato per omicidio deve trascorrere in carcere prima di poter accedere alla libertà condizionata. I suddetti cambiamenti sono applicabili anche ai responsabili di omicidio attualmente detenuti nei bracci della morte.
La Giamaica è tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council di Londra come corte d’appello di ultima istanza nella regione.
I leader dei paesi caraibici vedono in essa la fine dell’ultimo retaggio del colonialismo, ma i militanti per i diritti umani sono preoccupati che con la nuova giurisdizione aumenteranno le esecuzioni essendo i governi caraibici per lo più a favore della pena di morte.
La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005. Nel novembre 2004, la Giamaica aveva deciso di passare alla giurisdizione della Corte Caraibica, ma la decisione, che era stata presa dal parlamento con una maggioranza semplice, è stata per questo sottoposta a un ricorso costituzionale davanti al Privy Council che è stato presentato nel dicembre 2004 dal Labour Party, all’opposizione in Giamaica, e da altri tre gruppi della società civile, la Jamaican Bar Association, il Jamaicans For Justice e l’Independent Jamaican Council for Human Rights.
Il 1° ottobre 2004, il Ministro della Giustizia A.J. Nicholson ha detto al Senato che è ora che il Parlamento prenda una decisione sulla pena di morte, sostenendo che “la Giamaica non può continuare a rimanere nel limbo su una questione di tale importanza e attualità”.
L’omicidio è un crimine capitale, salvo per le donne incinte, le persone oltre i 70 anni e per chi ha meno di 18 anni.
L’ultima impiccagione è avvenuta il 18 febbraio del 1988, quando Nathan Foster è stato giustiziato nel carcere di Santa Caterina. Nel braccio della morte di questo istituto, al febbraio 2005, sono detenuti 29 uomini secondo una ricerca de Centre for capital Punishment Studies.
La Giamaica è uno stato indipendente nell’ambito del Commonwealth, che mantiene la pena di morte, per il quale il Comitato Giudiziario del Privy Council britannico rimane la Corte d’Appello di ultima istanza.
Nel 1993 il Privy Council ha deciso, nel caso dei giamaicani Earl Pratt e Ivan Morgan, che 5 anni nel braccio della morte avevano costituito una punizione insolita e inumana e aveva di conseguenza ordinato la commutazione in ergastolo delle loro condanne, stabilendo così un limite massimo di 5 anni di detenzione nel braccio della morte.
Il 7 luglio 2004, con cinque voti contro quattro, il Privy Council di Londra ha dichiarato incostituzionale - perché inumana e degradante - la pena di morte quale sanzione obbligatoria per omicidio in Giamaica. In base alla decisione, tutte le sentenze capitali emesse a partire dall’introduzione nel 1992 della Legge sui Reati Contro la Persona che prevedeva automaticamente la pena di morte in caso di omicidio, sono da considerare illegali. Gli oltre 60 prigionieri del braccio della morte giamaicano condannati a partire da allora hanno guadagnato il diritto a una revisione della sentenza.
Il 26 novembre 2004, il Senato giamaicano ha approvato una serie di emendamenti alla Legge sui Reati Contro la Persona per dare ai giudici maggiore discrezionalità nei casi di omicidio dopo la decisione del Privy Council. Gli emendamenti mettono fine alla pena di morte quale sanzione obbligatoria per l'omicidio, attribuendo ai giudici la facoltà di scegliere tra la condanna a morte e l'ergastolo. Inoltre passa da sette a venti anni il periodo minimo che un condannato per omicidio deve trascorrere in carcere prima di poter accedere alla libertà condizionata. I suddetti cambiamenti sono applicabili anche ai responsabili di omicidio attualmente detenuti nei bracci della morte.
La Giamaica è tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council di Londra come corte d’appello di ultima istanza nella regione.
I leader dei paesi caraibici vedono in essa la fine dell’ultimo retaggio del colonialismo, ma i militanti per i diritti umani sono preoccupati che con la nuova giurisdizione aumenteranno le esecuzioni essendo i governi caraibici per lo più a favore della pena di morte.
La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005. Nel novembre 2004, la Giamaica aveva deciso di passare alla giurisdizione della Corte Caraibica, ma la decisione, che era stata presa dal parlamento con una maggioranza semplice, è stata per questo sottoposta a un ricorso costituzionale davanti al Privy Council che è stato presentato nel dicembre 2004 dal Labour Party, all’opposizione in Giamaica, e da altri tre gruppi della società civile, la Jamaican Bar Association, il Jamaicans For Justice e l’Independent Jamaican Council for Human Rights.
Il 1° ottobre 2004, il Ministro della Giustizia A.J. Nicholson ha detto al Senato che è ora che il Parlamento prenda una decisione sulla pena di morte, sostenendo che “la Giamaica non può continuare a rimanere nel limbo su una questione di tale importanza e attualità”.
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