RDC: CAPO MILIZIA CONDANNATO A MORTE PER CRIMINI DI GUERRA
l’ex capo di una milizia armata è stato condannato a morte nella Repubblica Democratica del Congo da un
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l’ex capo di una milizia armata è stato condannato a morte nella Repubblica Democratica del Congo da un tribunale militare.
Si tratta di Kyungu Mutanga, noto come 'Comandante Gedeon', ex-capo delle milizie “Mai-Mai” nel Katanga, provincia nel sud-est del paese, riconosciuto colpevole di "crimini di guerra, contro l'umanità, insurrezione e terrorismo".
Lo riferisce l'agenzia Misna citando i media locali. L’ex capo milizia è stato giudicato da un tribunale di Kipushi, 30 chilometri a sud-est di Lumumbashi, capoluogo provinciale, per crimini commessi nel corso della guerra civile 2003-2006.
Ricercato dal novembre 2005 dall'esercito congolese, Mutanga si è consegnato nel maggio 2006 ai peacekeeper della missione Onu nella RDC, a Mitwaba, poi è stato trasferito a Lumumbashi.
Il tribunale che ha condannato a morte Mutanga ha anche stabilito che lo Stato debba risarcire con 17 milioni di dollari 75 famiglie vittime della sua milizia, che fino al 2003 avrebbe goduto del sostegno delle autorità centrali.
Sia gli avvocati di Mutanga che quelli dello Stato hanno presentato appello contro la sentenza, giunta al termine di 64 sessioni processuali, iniziate nell’agosto 2007.
La moglie del principale imputato ed uno dei suoi più stretti collaboratori sono stati condannati a sette e dieci anni di detenzione nello stesso processo, mentre altri cinque imputati sono stati assolti per mancanza di prove.
Le milizie “Mai-Mai” furono armate da Laurent-Desire Kabila, padre dell’attuale presidente congolese Joseph Kabila, nella sua lotta contro il dittatore Mobutu Sese Seko, rovesciato nel 1997. Le stesse milizie sono state usate contro i militari ribelli sostenuti dal Rwanda nella guerra 1998-2003. Tuttavia alla fine della guerra, alcuni capi-milizia si sono rifiutati di riconsegnare le armi, sostenendo di non essere stati adeguatamente ricompensati per il sostegno fornito al governo. L’esercito congolese ha sempre negato di avere legami con il gruppo di Mutanga o con i Mai-Mai ancora attivi nella regione occidentale di Kivu.
Si tratta di Kyungu Mutanga, noto come 'Comandante Gedeon', ex-capo delle milizie “Mai-Mai” nel Katanga, provincia nel sud-est del paese, riconosciuto colpevole di "crimini di guerra, contro l'umanità, insurrezione e terrorismo".
Lo riferisce l'agenzia Misna citando i media locali. L’ex capo milizia è stato giudicato da un tribunale di Kipushi, 30 chilometri a sud-est di Lumumbashi, capoluogo provinciale, per crimini commessi nel corso della guerra civile 2003-2006.
Ricercato dal novembre 2005 dall'esercito congolese, Mutanga si è consegnato nel maggio 2006 ai peacekeeper della missione Onu nella RDC, a Mitwaba, poi è stato trasferito a Lumumbashi.
Il tribunale che ha condannato a morte Mutanga ha anche stabilito che lo Stato debba risarcire con 17 milioni di dollari 75 famiglie vittime della sua milizia, che fino al 2003 avrebbe goduto del sostegno delle autorità centrali.
Sia gli avvocati di Mutanga che quelli dello Stato hanno presentato appello contro la sentenza, giunta al termine di 64 sessioni processuali, iniziate nell’agosto 2007.
La moglie del principale imputato ed uno dei suoi più stretti collaboratori sono stati condannati a sette e dieci anni di detenzione nello stesso processo, mentre altri cinque imputati sono stati assolti per mancanza di prove.
Le milizie “Mai-Mai” furono armate da Laurent-Desire Kabila, padre dell’attuale presidente congolese Joseph Kabila, nella sua lotta contro il dittatore Mobutu Sese Seko, rovesciato nel 1997. Le stesse milizie sono state usate contro i militari ribelli sostenuti dal Rwanda nella guerra 1998-2003. Tuttavia alla fine della guerra, alcuni capi-milizia si sono rifiutati di riconsegnare le armi, sostenendo di non essere stati adeguatamente ricompensati per il sostegno fornito al governo. L’esercito congolese ha sempre negato di avere legami con il gruppo di Mutanga o con i Mai-Mai ancora attivi nella regione occidentale di Kivu.
— FONTI
- (Fonti: Apcom, Afp, 06/03/2009)
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