Quattro condannati per rapina a mano armata sono stati...
Quattro condannati per rapina a mano armata sono stati impiccati pubblicamente nella capitale Teheran ed altri due in una prigione, hanno riportato i mezzi di informazione locali
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Quattro condannati per rapina a mano armata sono stati impiccati pubblicamente nella capitale Teheran ed altri due in una prigione, hanno riportato i mezzi di informazione locali.
I sei sono stati giustiziati in due popolari piazze ed all'interno della prigione Qasr di Tehran, all'alba, dopo che la corte suprema aveva confermato le loro condanne a morte per 'muharibah' o guerra intrapresa contro Dio, ha riferito il quotidiano iraniano Kayhan.
I condannati facevano parte di una banda chiamata Jamileh e sono stati identificati come il capo Reza Soltani, 44 anni, Morteza Ma'sumi, Behnam Nuri, 21 anni, Turaj Shafi'i-Khaneqah, 32 anni, Mohammad Reza Bozorgi, 26 anni e Farhad Akrami, 21 anni.
Erano stati accusati del furto di circa 1,25 milioni di dollari nella moneta locale, il rial, ai danni di diverse persone di tutto il Paese e di 65 kg di gioielli in oro.
Come reazione al crescente crimine in tutto il paese, le autorit� iraniane si sono scagliate contro la delinquenza nelle ultime settimane, arrestando decine di banditi armati, rapinatori e teppisti.
Le impiccagioni pubbliche, generalmente effettuate usando una gru, sono rare a Teheran, sebbene siano frequenti in altre parti della repubblica islamica.
Il codice penale islamico prevede dure condanne per certi delitti di natura sociale, sessuale e politica, compresi colpi di frusta ed esecuzioni
Queste pratiche hanno esposto l'Iran ad insistenti accuse per abusi contro i diritti umani da parte di organizzazioni internazionali. I Riformisti alleati del Presidente Mohammad Khatami hanno criticato le pubbliche impiccagioni e le frustate, sostenendo che danno una immagine arretrata e negativa dell'Iran.
Alcuni iraniani ritengono che le impiccagioni non siano necessarie da un punto di vista religioso e potrebbero essere sostituite da altre sanzioni. "L'esecuzione non � una soluzione per crimini come le rapine. Dobbiamo cercare le ragioni di questi crimini, una delle quali � la negativa situazione economica del paese," ha detto il sociologo Ahmad Jazayeri.
I sei sono stati giustiziati in due popolari piazze ed all'interno della prigione Qasr di Tehran, all'alba, dopo che la corte suprema aveva confermato le loro condanne a morte per 'muharibah' o guerra intrapresa contro Dio, ha riferito il quotidiano iraniano Kayhan.
I condannati facevano parte di una banda chiamata Jamileh e sono stati identificati come il capo Reza Soltani, 44 anni, Morteza Ma'sumi, Behnam Nuri, 21 anni, Turaj Shafi'i-Khaneqah, 32 anni, Mohammad Reza Bozorgi, 26 anni e Farhad Akrami, 21 anni.
Erano stati accusati del furto di circa 1,25 milioni di dollari nella moneta locale, il rial, ai danni di diverse persone di tutto il Paese e di 65 kg di gioielli in oro.
Come reazione al crescente crimine in tutto il paese, le autorit� iraniane si sono scagliate contro la delinquenza nelle ultime settimane, arrestando decine di banditi armati, rapinatori e teppisti.
Le impiccagioni pubbliche, generalmente effettuate usando una gru, sono rare a Teheran, sebbene siano frequenti in altre parti della repubblica islamica.
Il codice penale islamico prevede dure condanne per certi delitti di natura sociale, sessuale e politica, compresi colpi di frusta ed esecuzioni
Queste pratiche hanno esposto l'Iran ad insistenti accuse per abusi contro i diritti umani da parte di organizzazioni internazionali. I Riformisti alleati del Presidente Mohammad Khatami hanno criticato le pubbliche impiccagioni e le frustate, sostenendo che danno una immagine arretrata e negativa dell'Iran.
Alcuni iraniani ritengono che le impiccagioni non siano necessarie da un punto di vista religioso e potrebbero essere sostituite da altre sanzioni. "L'esecuzione non � una soluzione per crimini come le rapine. Dobbiamo cercare le ragioni di questi crimini, una delle quali � la negativa situazione economica del paese," ha detto il sociologo Ahmad Jazayeri.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, Kayhan, Irna monitorata da BBC, 25/04/2002)
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