politici internazionali e del Marocco, leader religiosi ed attivisti, hanno discusso in modo approfondito a Rabat
politici internazionali e del Marocco, leader religiosi ed attivisti, hanno discusso in modo approfondito a Rabat
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politici internazionali e del Marocco, leader religiosi ed attivisti, hanno discusso in modo approfondito a Rabat, in Marocco, in occasione della Giornata Mondiale contro la Pena di Morte.
Il meeting è stato organizzato dalla coalizione Ensemble Contre la Peine de Mort e dal Consiglio Consultivo per i Diritti Umani.
Parlamentari, giudici, avvocati, accademici, ulema e organizzazioni per i diritti umani si sono divisi in sessioni tematiche collegando la pena capitale ai diritti umani, alla religione musulmana, alla legislazione nazionale, alla criminologia e alla posizione internazionale.
Presieduto da Ahmed Herzenni, a capo del Consiglio Consultivo per i Diritti Umani, la sessione di apertura ha visto il discorso del Ministro della Giustizia marocchino, Abdelwahed Radi. I partecipanti hanno analizzato modi e mezzi per implementare le raccomandazioni dell’Assemblea per l’Equità e la Riconciliazione, ed in particolare la ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto sui Diritti Civili e Politici.
In accordo con Richard Sédillot, membro della Coalizione contro la Pena di Morte, “la comunità internazionale ritiene che il Marocco abbia abolito di fatto la pena capitale; è un Paese che merita l’abolizione”.
Ahmed Abbadi, Segretario Generale della Rabita Mohammedia degli ulema (istituzione marocchina che riunisce gli studiosi della religione musulmana), ha dimostrato che abolire la pena di morte non è in contraddizione con i principi dell’Islam. Ha inoltre sostenuto che la pena capitale è limitata a poche circostanze specifiche, come l’apostasia, l’omicidio premeditato e l’alto tradimento, e ha spiegato che l’Islam “autorizza sempre l’imam a decidere”.
Il meeting è stato organizzato dalla coalizione Ensemble Contre la Peine de Mort e dal Consiglio Consultivo per i Diritti Umani.
Parlamentari, giudici, avvocati, accademici, ulema e organizzazioni per i diritti umani si sono divisi in sessioni tematiche collegando la pena capitale ai diritti umani, alla religione musulmana, alla legislazione nazionale, alla criminologia e alla posizione internazionale.
Presieduto da Ahmed Herzenni, a capo del Consiglio Consultivo per i Diritti Umani, la sessione di apertura ha visto il discorso del Ministro della Giustizia marocchino, Abdelwahed Radi. I partecipanti hanno analizzato modi e mezzi per implementare le raccomandazioni dell’Assemblea per l’Equità e la Riconciliazione, ed in particolare la ratifica del Secondo Protocollo Opzionale al Patto sui Diritti Civili e Politici.
In accordo con Richard Sédillot, membro della Coalizione contro la Pena di Morte, “la comunità internazionale ritiene che il Marocco abbia abolito di fatto la pena capitale; è un Paese che merita l’abolizione”.
Ahmed Abbadi, Segretario Generale della Rabita Mohammedia degli ulema (istituzione marocchina che riunisce gli studiosi della religione musulmana), ha dimostrato che abolire la pena di morte non è in contraddizione con i principi dell’Islam. Ha inoltre sostenuto che la pena capitale è limitata a poche circostanze specifiche, come l’apostasia, l’omicidio premeditato e l’alto tradimento, e ha spiegato che l’Islam “autorizza sempre l’imam a decidere”.
— FONTI
- (Fonti: Worldcoalition.org, 28/10/2008)
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