Per la seconda volta la Corte Suprema ha annullato...
Per la seconda volta la Corte Suprema ha annullato le condanne all'impiccagione di sei giovani membri dei Basiji, le milizie islamiche del regime iraniano, ritenuti responsabili del rapimento e omicidio di cinque persone che avevano accusato di
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Per la seconda volta la Corte Suprema ha annullato le condanne all'impiccagione di sei giovani membri dei Basiji, le milizie islamiche del regime iraniano, ritenuti responsabili del rapimento e omicidio di cinque persone che avevano accusato di comportamenti "immorali".
Le condanne a morte erano state emesse in origine l'11 maggio 2003 a Kerman, nel sud-est del paese, dove i sei giovani avrebbero commesso i crimini.
Una delle loro vittime, un ragazzo di 19 anni che ritenevano uno spacciatore, sarebbe stato sepolto vivo, dopo che era fallito il tentativo di affogarlo in una buca piena d'acqua, lanciandogli pietre sulla testa. Una donna, accusata di adulterio, sarebbe stata lapidata, secondo la legge islamica.
Gli imputati si sarebbero difesi affermando di avere agito per ''liberare la citta' dalla corruzione''.
Il comandante locale dei Basiji, sentito come testimone, avrebbe detto che i sei avevano agito di loro iniziativa, senza ordini superiori.
All'inizio di settembre la Corte Suprema aveva annullato le condanna a morte, dicendo che le confessioni rese dagli imputati erano state estorte. La Corte aveva quindi rinviato il caso alla magistratura di Kerman, ordinando una revisione del caso.
Il 16 ottobre lo stesso tribunale aveva riemesso le pene capitali, ora annullate per la seconda volta dalla Corte Suprema.
Le condanne a morte erano state emesse in origine l'11 maggio 2003 a Kerman, nel sud-est del paese, dove i sei giovani avrebbero commesso i crimini.
Una delle loro vittime, un ragazzo di 19 anni che ritenevano uno spacciatore, sarebbe stato sepolto vivo, dopo che era fallito il tentativo di affogarlo in una buca piena d'acqua, lanciandogli pietre sulla testa. Una donna, accusata di adulterio, sarebbe stata lapidata, secondo la legge islamica.
Gli imputati si sarebbero difesi affermando di avere agito per ''liberare la citta' dalla corruzione''.
Il comandante locale dei Basiji, sentito come testimone, avrebbe detto che i sei avevano agito di loro iniziativa, senza ordini superiori.
All'inizio di settembre la Corte Suprema aveva annullato le condanna a morte, dicendo che le confessioni rese dagli imputati erano state estorte. La Corte aveva quindi rinviato il caso alla magistratura di Kerman, ordinando una revisione del caso.
Il 16 ottobre lo stesso tribunale aveva riemesso le pene capitali, ora annullate per la seconda volta dalla Corte Suprema.
— FONTI
- (Fonti: ansa 6/6/04;)
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