PENA DI MORTE. NESSUNO TOCCHI CAINO, SEGNALI ECCEZIONALI L’ABOLIZIONE IN RUANDA E IL FAVORE ALLA MORATORIA IN AMERICA
La notizia dell’abolizione della pena di morte in Ruanda e quella del 58%
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La notizia dell’abolizione della pena di morte in Ruanda e quella del 58% di americani favorevoli alla moratoria delle esecuzioni, sono state accolte con soddisfazione dai dirigenti di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia ed Elisabetta Zamparutti.
“In particolare, l’abolizione della pena capitale in Ruanda, che ha deciso anche di essere tra i presentatori della Risoluzione all’Onu, assume un significato politico e simbolico potentissimo, perchè avviene in un paese che nella sua storia recente ha conosciuto le più gravi violazioni al diritto umanitario internazionale: genocidi, mutilazioni e stupri di massa, esecuzioni sommarie, deportazioni.” “Di fronte a massacri di così vaste proporzioni – affermano D’Elia e Zamparutti - va salvaguardato l’interesse legittimo delle vittime a che i responsabili di gravi crimini siano puniti, ma il Ruanda ci insegna che la lotta contro l’impunità non si può risolvere con la pena di morte.”
Il favore crescente degli americani all’idea di una moratoria, secondo D’Elia e Zamparutti, “dimostra poi che l’aria sta cambiando anche lì e che è un errore identificare gli Stati Uniti con la pena di morte.”
“Sono segnali eccezionali – aggiungono D’Elia e Zamparutti - che confermano la certezza di una maggioranza assoluta pro moratoria alla Assemblea Generale dell’Onu, una maggioranza a cui l’Unione Europea impedisce da tredici anni di esprimersi.” “Per questo - concludono D’Elia e Zamparutti - con l’aiuto anche dello sciopero della fame ad oltranza e di quello della sete di Marco Pannella, chiediamo al Governo italiano di passare all’azione presentando subito la Risoluzione pro moratoria alla Assemblea Generale in corso.”
“In particolare, l’abolizione della pena capitale in Ruanda, che ha deciso anche di essere tra i presentatori della Risoluzione all’Onu, assume un significato politico e simbolico potentissimo, perchè avviene in un paese che nella sua storia recente ha conosciuto le più gravi violazioni al diritto umanitario internazionale: genocidi, mutilazioni e stupri di massa, esecuzioni sommarie, deportazioni.” “Di fronte a massacri di così vaste proporzioni – affermano D’Elia e Zamparutti - va salvaguardato l’interesse legittimo delle vittime a che i responsabili di gravi crimini siano puniti, ma il Ruanda ci insegna che la lotta contro l’impunità non si può risolvere con la pena di morte.”
Il favore crescente degli americani all’idea di una moratoria, secondo D’Elia e Zamparutti, “dimostra poi che l’aria sta cambiando anche lì e che è un errore identificare gli Stati Uniti con la pena di morte.”
“Sono segnali eccezionali – aggiungono D’Elia e Zamparutti - che confermano la certezza di una maggioranza assoluta pro moratoria alla Assemblea Generale dell’Onu, una maggioranza a cui l’Unione Europea impedisce da tredici anni di esprimersi.” “Per questo - concludono D’Elia e Zamparutti - con l’aiuto anche dello sciopero della fame ad oltranza e di quello della sete di Marco Pannella, chiediamo al Governo italiano di passare all’azione presentando subito la Risoluzione pro moratoria alla Assemblea Generale in corso.”
— FONTI
- (Fonti: NtC, 10/06/2007)
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