PAPUA NUOVA GUINEA: PRIMO MINISTRO ANNUNCIA RIPRESA DELLE ESECUZIONI
il Primo ministro di Papua Nuova Guinea ha annunciato l'intenzione di avviare l'applicazione
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il Primo ministro di Papua Nuova Guinea ha annunciato l'intenzione di avviare l'applicazione della pena di morte e di inasprire le pene detentive per i reati violenti.
Peter O'Neill ha detto che i crimini violenti stanno diventando troppo frequenti e che sono necessarie misure "draconiane".
Papua Nuova Guinea non pratica esecuzioni dal 1954, nonostante la decisione del Parlamento nel 1991 di reintrodurre la pena di morte per omicidio.
O'Neill ha anche detto che i componenti di bande di stupratori dovranno scontare l’ergastolo senza condizionale. Piani per una prigione isolata per criminali ad alto rischio sono oggetto di esame, così come nuove dure pene per reati legati a droga e alcool.
"Ci saranno sanzioni estreme che non sono mai state viste prima in questo Paese", ha dichiarato ai media locali O'Neill. "Ma penso che la maggior parte del nostro popolo lo stia chiedendo."
Il Primo ministro ha anche annunciato che il governo abrogherà la controversa Legge sulla Stregoneria del 1971, che riconosce l'accusa di stregoneria come difesa plausibile nei casi di omicidio.
La decisione segue un aumento di crimini violenti, che hanno avuto vasta eco a livello internazionale.
Nel mese di febbraio, una madre 20enne accusata di stregoneria è stata spogliata e poi bruciata viva nel mercato di un villaggio.
Il mese scorso una donna è stata decapitata dopo essere stata accusata di magia nera, e un cittadino australiano è stato assassinato ed il suo amico aggredito sessualmente, ha riportato da Sydney Nick Bryant della BBC.
Una ricercatrice americana, suo marito e la loro guida sono stati aggrediti lungo un sentiero.
Anche se la Legge criminalizza la stregoneria, ha portato persone a formulare false accuse contro i propri nemici, inoltre ha attribuito alla stregoneria una sorta di legittimità, ha aggiunto il corrispondente della BBC.
Nel 2009, dopo una serie di omicidi, il Presidente della Commissione di revisione costituzionale e riforma delle Leggi della Papua Nuova Guinea ha detto che gli imputati stanno usando le accuse di stregoneria come pretesto per uccidere la gente, chiedendo leggi più dure per affrontare il problema.
Il governo ha ricevuto più di 100 petizioni dai gruppi per i diritti umani e altre organizzazioni affinché vengano attuate misure urgenti per affrontare le crescenti violenze, ha riportato l’agenzia AFP. Le riforme giungeranno in Parlamento per il dibattito entro la fine di maggio.
Peter O'Neill ha detto che i crimini violenti stanno diventando troppo frequenti e che sono necessarie misure "draconiane".
Papua Nuova Guinea non pratica esecuzioni dal 1954, nonostante la decisione del Parlamento nel 1991 di reintrodurre la pena di morte per omicidio.
O'Neill ha anche detto che i componenti di bande di stupratori dovranno scontare l’ergastolo senza condizionale. Piani per una prigione isolata per criminali ad alto rischio sono oggetto di esame, così come nuove dure pene per reati legati a droga e alcool.
"Ci saranno sanzioni estreme che non sono mai state viste prima in questo Paese", ha dichiarato ai media locali O'Neill. "Ma penso che la maggior parte del nostro popolo lo stia chiedendo."
Il Primo ministro ha anche annunciato che il governo abrogherà la controversa Legge sulla Stregoneria del 1971, che riconosce l'accusa di stregoneria come difesa plausibile nei casi di omicidio.
La decisione segue un aumento di crimini violenti, che hanno avuto vasta eco a livello internazionale.
Nel mese di febbraio, una madre 20enne accusata di stregoneria è stata spogliata e poi bruciata viva nel mercato di un villaggio.
Il mese scorso una donna è stata decapitata dopo essere stata accusata di magia nera, e un cittadino australiano è stato assassinato ed il suo amico aggredito sessualmente, ha riportato da Sydney Nick Bryant della BBC.
Una ricercatrice americana, suo marito e la loro guida sono stati aggrediti lungo un sentiero.
Anche se la Legge criminalizza la stregoneria, ha portato persone a formulare false accuse contro i propri nemici, inoltre ha attribuito alla stregoneria una sorta di legittimità, ha aggiunto il corrispondente della BBC.
Nel 2009, dopo una serie di omicidi, il Presidente della Commissione di revisione costituzionale e riforma delle Leggi della Papua Nuova Guinea ha detto che gli imputati stanno usando le accuse di stregoneria come pretesto per uccidere la gente, chiedendo leggi più dure per affrontare il problema.
Il governo ha ricevuto più di 100 petizioni dai gruppi per i diritti umani e altre organizzazioni affinché vengano attuate misure urgenti per affrontare le crescenti violenze, ha riportato l’agenzia AFP. Le riforme giungeranno in Parlamento per il dibattito entro la fine di maggio.
— FONTI
- (Fonti: bbc.co.uk, 01/05/2013)
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