PANNELLA: PRONTO A RIPRENDERE SCIOPERO DELLA SETE SU TAREK AZIZ
Dichiarazione di Marco Pannella: “L’azione a favore della Moratoria sulla pena di morte
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Dichiarazione di Marco Pannella: “L’azione a favore della Moratoria sulla pena di morte per Tarek Aziz - Caino e, sugli altri iracheni con lui condannati così come quella a favore di Sakineh-Abele va condotta in modo coerente e vigoroso, senza indulgere troppo sugli aspetti personali di queste possibili vittime di Stati – boia, che continuano a respingere solenni risoluzioni della Comunità internazionale.
Ho preso atto 5 giorni fa della immediatezza e tassatività con la quale il governo Berlusconi – attraverso l’annuncio dato dal suo Ministro degli Esteri Franco Frattini – accoglieva la mia offerta di fare di una specifica congiuntura (la condanna a morte di Tarek Aziz) l’occasione per una adeguata azione della Comunità internazionale, per iniziativa del Governo italiano, volta ad impedire che in troppi casi, in troppi stati, la risoluzione per la Moratoria della 62° Assemblea Generale dell’Onu restasse - diventasse sempre più letteralmente -“lettera morta”.
Ho per questo corrisposto, secondo metodo nonviolento, interrompendo il mio sciopero della sete. Ma il Satyagraha Radicale, con il mio specifico contributo non può prescindere dalla moralità dell’opera e del risultato.
Non avendo avuto modo sin qui nemmeno di avviare una collaborazione con il Governo e con il Ministro Frattini, devo prepararmi nuovamente a riprendere anche lo sciopero della sete, nella speranza possa tornare a rendere maggior forza – sempre più necessaria- alla lotta per la vita contro il persistere di Stati che si arrogano funzioni boia anche grazie a comprensibili ritmi buro-diplomatici, elevati a riflessi di apparente stampo di real-politik. Mentre persisto nello sciopero della fame sui problemi della giustizia e del carcere, quali nuclei consistenti di una nuova Shoah in Italia che si radicano sempre più nella vita istituzionale e politica del paese.”
Ho preso atto 5 giorni fa della immediatezza e tassatività con la quale il governo Berlusconi – attraverso l’annuncio dato dal suo Ministro degli Esteri Franco Frattini – accoglieva la mia offerta di fare di una specifica congiuntura (la condanna a morte di Tarek Aziz) l’occasione per una adeguata azione della Comunità internazionale, per iniziativa del Governo italiano, volta ad impedire che in troppi casi, in troppi stati, la risoluzione per la Moratoria della 62° Assemblea Generale dell’Onu restasse - diventasse sempre più letteralmente -“lettera morta”.
Ho per questo corrisposto, secondo metodo nonviolento, interrompendo il mio sciopero della sete. Ma il Satyagraha Radicale, con il mio specifico contributo non può prescindere dalla moralità dell’opera e del risultato.
Non avendo avuto modo sin qui nemmeno di avviare una collaborazione con il Governo e con il Ministro Frattini, devo prepararmi nuovamente a riprendere anche lo sciopero della sete, nella speranza possa tornare a rendere maggior forza – sempre più necessaria- alla lotta per la vita contro il persistere di Stati che si arrogano funzioni boia anche grazie a comprensibili ritmi buro-diplomatici, elevati a riflessi di apparente stampo di real-politik. Mentre persisto nello sciopero della fame sui problemi della giustizia e del carcere, quali nuclei consistenti di una nuova Shoah in Italia che si radicano sempre più nella vita istituzionale e politica del paese.”
— FONTI
- (Fonti: radicali.it, 04/11/2010)
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