Omicidio, tradimento e rapina a mano armata sono reati capitali previsti nel Codice Penale.
Omicidio, tradimento e rapina a mano armata sono reati capitali previsti nel Codice Penale.
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Omicidio, tradimento e rapina a mano armata sono reati capitali previsti nel Codice Penale. In particolare, per i furti con violenza, i tribunali applicano la pena di morte con inflessibile rigore.
Le sentenze sono emesse da giudici e non da giurie.
Nel luglio 2010, la Corte d’Appello ha dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria per omicidio. Tuttavia, i tribunali continuano ad applicare la pena di morte con inflessibile rigore, in particolare, per i furti con violenza.
Nell’agosto 2012, la pena di morte è stata estesa con la firma da parte del Presidente Mwai Kibaki della legge sulle forze armate “Defence Forces Act”.
Le ultime esecuzioni in Kenya sono avvenute nel 1987 quando Hezekiah Ochuka e Pancras Oteyo Okumu sono stati giustiziati per aver tentato un colpo di stato il 1° agosto 1982.
Almeno 30 persone sono state condannate a morte nel 2015, secondo Amnesty International.
Nel luglio 2012, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti umani ha espresso rammarico per i 1.582 detenuti condannati a morte e per l’applicazione della pena capitale a reati come il furto con violenza che non rientrano tra i “crimini più gravi” ai sensi dell'articolo 6 (2) del Patto Internazionale sui diritti civili e politici. Il Comitato ha raccomandato di abolire la pena di morte e aderire al Secondo Protocollo Opzionale ed è stato inoltre chiesto di avviare una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro la pena di morte.
Il 16 giugno 2015, il deputato John Waiganjo ha presentato due disegni di legge la cui promulgazione comporterebbe l’abrogazione della pena di morte dal codice penale e dal codice di procedura penale e una soluzione all’insostenibile sovrappopolazione nel braccio della morte. Waiganjo ha sostenuto che avere la pena di morte nell’ordinamento è in contrasto con il Bill of Rights radicato nella Costituzione. “L’articolo 26 della Costituzione garantisce il diritto alla vita di tutti i cittadini e prevede che tale diritto possa essere limitato solo dalla Costituzione o da una legge del Parlamento”, ha detto il deputato. “La pena di morte è immorale, inefficace come deterrente e non è riuscita a rendere una giustizia davvero riparatoria alle vittime di reati per i quali è prescritta.” Le proposte di legge hanno suscitato un intenso dibattito nel corso della riunione a porte chiuse della Commissione Giustizia che le deve esaminare prima della loro pubblicazione e presentazione formale alla Camera.
Nel dicembre 2014, il Kenya si è astenuto sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Le sentenze sono emesse da giudici e non da giurie.
Nel luglio 2010, la Corte d’Appello ha dichiarato incostituzionale la pena di morte obbligatoria per omicidio. Tuttavia, i tribunali continuano ad applicare la pena di morte con inflessibile rigore, in particolare, per i furti con violenza.
Nell’agosto 2012, la pena di morte è stata estesa con la firma da parte del Presidente Mwai Kibaki della legge sulle forze armate “Defence Forces Act”.
Le ultime esecuzioni in Kenya sono avvenute nel 1987 quando Hezekiah Ochuka e Pancras Oteyo Okumu sono stati giustiziati per aver tentato un colpo di stato il 1° agosto 1982.
Almeno 30 persone sono state condannate a morte nel 2015, secondo Amnesty International.
Nel luglio 2012, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti umani ha espresso rammarico per i 1.582 detenuti condannati a morte e per l’applicazione della pena capitale a reati come il furto con violenza che non rientrano tra i “crimini più gravi” ai sensi dell'articolo 6 (2) del Patto Internazionale sui diritti civili e politici. Il Comitato ha raccomandato di abolire la pena di morte e aderire al Secondo Protocollo Opzionale ed è stato inoltre chiesto di avviare una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro la pena di morte.
Il 16 giugno 2015, il deputato John Waiganjo ha presentato due disegni di legge la cui promulgazione comporterebbe l’abrogazione della pena di morte dal codice penale e dal codice di procedura penale e una soluzione all’insostenibile sovrappopolazione nel braccio della morte. Waiganjo ha sostenuto che avere la pena di morte nell’ordinamento è in contrasto con il Bill of Rights radicato nella Costituzione. “L’articolo 26 della Costituzione garantisce il diritto alla vita di tutti i cittadini e prevede che tale diritto possa essere limitato solo dalla Costituzione o da una legge del Parlamento”, ha detto il deputato. “La pena di morte è immorale, inefficace come deterrente e non è riuscita a rendere una giustizia davvero riparatoria alle vittime di reati per i quali è prescritta.” Le proposte di legge hanno suscitato un intenso dibattito nel corso della riunione a porte chiuse della Commissione Giustizia che le deve esaminare prima della loro pubblicazione e presentazione formale alla Camera.
Nel dicembre 2014, il Kenya si è astenuto sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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