OHIO (USA): THOMAS KEENAN RESTA FUORI DAL CARCERE
la Corte d’Appello dell’Ohio ha respinto il ricorso della pubblica accusa contro la scarcerazione
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la Corte d’Appello dell’Ohio ha respinto il ricorso della pubblica accusa contro la scarcerazione, avvenuta lo scorso anno, di Thomas Keenan, dopo che l’uomo aveva trascorso quasi 20 anni nel braccio della morte.
Keegan, 63 anni, bianco, era accusato di aver ucciso, assieme a due complici nel 1988, in un contesto di spaccio di droga, Tony Klann, 19 anni. La polizia basò le indagini sulle dichiarazioni di Paul Lewis, che indicò in Joe D’ambrosio, Thomas “Michael” Keenan ed Eddie Espinoza le persone che avevano rapito Klann nella convinzione che Klann potesse rivelare il nascondiglio dello stesso Lewis, che doveva essere ucciso per della droga non pagata.
In seguito la polizia scoprì che la testimonianza di Lewis poteva non essere disinteressata, in quanto il giovane Klann aveva recentemente accettato di testimoniare contro Lewis per un caso di stupro. Al processo, uno dei tre accusati, Espinoza, in cambio di uno sconto di pena testimoniò contro gli altri due e, dopo aver scontato 12 anni, è stato scarcerato nel 2001.
Keenan e D’Ambrosio invece furono entrambi condannati a morte.
Un altro elemento che la Corte d’Appello ha considerato molto importante è che due detective erano convinti che la vittima non fosse stata uccisa sul posto, ma altrove e poi il corpo abbandonato dove era stato trovato. La convinzione dei due detective smentiva platealmente la versione fornita da Spinoza, ma la presenza di questi due detective venne tenuta nascosta per tutto il processo. Questi elementi hanno portato nel 2010 al rilascio di D’Ambrosio e al suo completo proscioglimento il 23 gennaio 2012. Oggi la Corte d’Appello ha respinto anche la richiesta della pubblica accusa di poter ripetere il processo contro Keenan, sostenendo che ciò che lo Stato aveva fatto contro di lui era troppo grave ed “offensivo”, e non è assolutamente il caso di insistere con un nuovo processo.
Keegan, 63 anni, bianco, era accusato di aver ucciso, assieme a due complici nel 1988, in un contesto di spaccio di droga, Tony Klann, 19 anni. La polizia basò le indagini sulle dichiarazioni di Paul Lewis, che indicò in Joe D’ambrosio, Thomas “Michael” Keenan ed Eddie Espinoza le persone che avevano rapito Klann nella convinzione che Klann potesse rivelare il nascondiglio dello stesso Lewis, che doveva essere ucciso per della droga non pagata.
In seguito la polizia scoprì che la testimonianza di Lewis poteva non essere disinteressata, in quanto il giovane Klann aveva recentemente accettato di testimoniare contro Lewis per un caso di stupro. Al processo, uno dei tre accusati, Espinoza, in cambio di uno sconto di pena testimoniò contro gli altri due e, dopo aver scontato 12 anni, è stato scarcerato nel 2001.
Keenan e D’Ambrosio invece furono entrambi condannati a morte.
Un altro elemento che la Corte d’Appello ha considerato molto importante è che due detective erano convinti che la vittima non fosse stata uccisa sul posto, ma altrove e poi il corpo abbandonato dove era stato trovato. La convinzione dei due detective smentiva platealmente la versione fornita da Spinoza, ma la presenza di questi due detective venne tenuta nascosta per tutto il processo. Questi elementi hanno portato nel 2010 al rilascio di D’Ambrosio e al suo completo proscioglimento il 23 gennaio 2012. Oggi la Corte d’Appello ha respinto anche la richiesta della pubblica accusa di poter ripetere il processo contro Keenan, sostenendo che ciò che lo Stato aveva fatto contro di lui era troppo grave ed “offensivo”, e non è assolutamente il caso di insistere con un nuovo processo.
— FONTI
- (Fonti: DPIC, DPIC 19/09/2013)
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