NORTH CAROLINA (USA): PARLAMENTO ABOLISCE IL RACIAL JUSTICE ACT
la Camera del North Carolina ha approvato 77-39 la completa abolizione del Racial Justice Act. La
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la Camera del North Carolina ha approvato 77-39 la completa abolizione del Racial Justice Act. La legge, SB 306, passa ora alla firma del governatore, Pat McCrory, Repubblicano, che ha già preannunciato che la ratificherà.
La legge era passata nel 2009, quando il Parlamento era a maggioranza Democratica, ed era governatrice la democratica Beverly Perdue.
Con equilibri politici completamente ribaltati, la legge è stata prima attenuata nel 2012, e smantellata completamente quest’anno. SB 306 era passato in Senato il 3 aprile con un voto 33-14, e oggi alla Camera.
Il “Racial Justice Act”, permetteva sia agli accusati di reati capitali che ai condannati a morte di fare ricorsi specifici basati sul fattore di razza. Se il pregiudizio razziale veniva dimostrato, anche attraverso l’uso di studi statistici, un giudice poteva annullare una condanna a morte se già emessa, o impedire alla pubblica accusa di chiederla, se il processo era ancora in corso. Da subito la nuova maggioranza repubblicana nel 2011 aveva cercato di cancellare la legge, sostenendo fosse vaga, costosa da applicare, e che ha dato adito praticamente in un ulteriore prolungamento di una moratoria de facto, visto che in North Carolina l’ultima esecuzione risale al 2006.
Quasi tutti i 158 condannati a morte del North Carolina avevano presentato ricorso con la nuova legge, anche i bianchi accusati di aver ucciso bianchi, o come ha detto oggi il deputato repubblicano Tim Moore nell’annunciare il suo voto favorevole: “Anche un razzista bianco accusato di aver ucciso un nero avrebbe potuto sostenere di essere stato vittima del razzismo dei neri presenti nella giuria popolare”.
Oggi, grazie anche all’annullamento di alcune condanne a morte per effetto del Racial Justice Act, i detenuti del braccio della morte sono scesi da 158 a 152.
La legge era passata nel 2009, quando il Parlamento era a maggioranza Democratica, ed era governatrice la democratica Beverly Perdue.
Con equilibri politici completamente ribaltati, la legge è stata prima attenuata nel 2012, e smantellata completamente quest’anno. SB 306 era passato in Senato il 3 aprile con un voto 33-14, e oggi alla Camera.
Il “Racial Justice Act”, permetteva sia agli accusati di reati capitali che ai condannati a morte di fare ricorsi specifici basati sul fattore di razza. Se il pregiudizio razziale veniva dimostrato, anche attraverso l’uso di studi statistici, un giudice poteva annullare una condanna a morte se già emessa, o impedire alla pubblica accusa di chiederla, se il processo era ancora in corso. Da subito la nuova maggioranza repubblicana nel 2011 aveva cercato di cancellare la legge, sostenendo fosse vaga, costosa da applicare, e che ha dato adito praticamente in un ulteriore prolungamento di una moratoria de facto, visto che in North Carolina l’ultima esecuzione risale al 2006.
Quasi tutti i 158 condannati a morte del North Carolina avevano presentato ricorso con la nuova legge, anche i bianchi accusati di aver ucciso bianchi, o come ha detto oggi il deputato repubblicano Tim Moore nell’annunciare il suo voto favorevole: “Anche un razzista bianco accusato di aver ucciso un nero avrebbe potuto sostenere di essere stato vittima del razzismo dei neri presenti nella giuria popolare”.
Oggi, grazie anche all’annullamento di alcune condanne a morte per effetto del Racial Justice Act, i detenuti del braccio della morte sono scesi da 158 a 152.
— FONTI
- (Fonti: Associated Press, 05/06/2013)
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