NESSUNO TOCCHI CAINO, CORTE SUPREMA USA GIUDICHI COSTITUZIONALITA’ DELLA PENA DIMORTE IN SE’
In merito alla notizia del rigetto 5/4 da parte della Corte Suprema americana dei ricorsi in merito alla
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In merito alla notizia del rigetto 5/4 da parte della Corte Suprema americana dei ricorsi in merito alla costituzionalità di un farmaco dell’iniezione letale, Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Nessuno tocchi Caino ha dichiarato:
“Il nodo che deve sciogliere la Corte Suprema, non è la costituzionalità di un metodo di esecuzione ma della pena di morte in sé. Una pena anacronistica che va superata per realizzare pienamente quello Stato di diritto, sogno dei padri fondatori della democrazia più antica del mondo.
Per questo – ha continuato la Zamparutti – l’opinione di maggioranza scritta dal giudice Alito, per il quale i tre condannati a morte ricorrenti non sono riusciti a dimostrare che esiste un metodo alternativo meno doloroso, esprime una diabolica inversione dell’onere della prova.
Ha ragione invece il liberale giudice Stephen Breyer, estensore dell’opinione di minoranza, per il quale la Corte deve valutare se la pena di morte non sia ormai divenuta di per sé una punizione crudele e inusuale, non solo rispetto ai valori fondamentali della storia americana ma anche rispetto alla sensibilità attuale dell’opinione pubblica che la vede come un ferro vecchio del passato di cui liberarsi.”
“Il nodo che deve sciogliere la Corte Suprema, non è la costituzionalità di un metodo di esecuzione ma della pena di morte in sé. Una pena anacronistica che va superata per realizzare pienamente quello Stato di diritto, sogno dei padri fondatori della democrazia più antica del mondo.
Per questo – ha continuato la Zamparutti – l’opinione di maggioranza scritta dal giudice Alito, per il quale i tre condannati a morte ricorrenti non sono riusciti a dimostrare che esiste un metodo alternativo meno doloroso, esprime una diabolica inversione dell’onere della prova.
Ha ragione invece il liberale giudice Stephen Breyer, estensore dell’opinione di minoranza, per il quale la Corte deve valutare se la pena di morte non sia ormai divenuta di per sé una punizione crudele e inusuale, non solo rispetto ai valori fondamentali della storia americana ma anche rispetto alla sensibilità attuale dell’opinione pubblica che la vede come un ferro vecchio del passato di cui liberarsi.”
— FONTI
- (Fonti: NtC, 29/06/2015)
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