Nel penitenziario di Huntsville è stato giustiziato Dominique Green
Nel penitenziario di Huntsville è stato giustiziato Dominique Green
2 MIN DI LETTURA
Nel penitenziario di Huntsville è stato giustiziato Dominique Green. Era accusato di aver ucciso Andrew Lastrapes Jr., nel corso di una rapina ad un negozio alla periferia di Houston, il 14 ottobre 1992. Green, 30 anni, nero, è stato dichiarato morto alle 19:59, con un ritardo di quasi due ore sui tempi previsti. La giudice distrettuale Nancy Atlas aveva infatti sospeso l’esecuzione ritenendo fondato il ricorso degli avvocati che chiedeva approfondimenti dopo che il capo della polizia di Houston aveva riconosciuto che negli archivi della polizia scientifica di erano verificati molti errori di catalogazione e classificazione. La pubblica accusa sosteneva invece che tali errori non riguardavano i reperti utilizzati nel processo contro Green. La 5th U.S. Circuit Court of Appeals ha annullato la sospensione, e la U.S. Supreme Court ha subito dopo respinto una nuova richiesta di sospensione.
La Texas Board of Pardons and Paroles aveva respinto 6-0 la richiesta di una sospensione di 120 giorni, e 5-1 la richiesta di commutazione in ergastolo che era stata sottoscritta anche dalla moglie e dai due figli della vittima. Roe Wilson, dell’ufficio del District Attorney della Harris County, ha commentato l’impegno dei parenti delle vittime a favore di Green come “una cosa molto personale, che però legalmente non conta nulla”. David Atwood, direttore della Texas Coalition to Abolish the Death Penalty, ha così commentato: “Questo è il problema del Texas, è sempre una strada in salita per chiunque si trovi nel braccio della morte”.
Green, che aveva appena compiuto 18 anni al momento del fatto, ha ammesso di aver partecipato alla rapina, ma ha sempre sostenuto di non essere stato lui a sparare. Due suoi coimputati, neri, hanno ottenuto una pena minore accusando Green. Un quarto partecipante alla rapina, bianco, non è mai stato identificato con certezza.
Nel suo ultimo colloquio prima dell’esecuzione Green ha incontrato per 90 minuti Andre Lastrapes-Luckett, figlio della vittima, che all’uscita del carcere ha dichiarato: “Il Texas sta mandando a morte come un animale una persona dignitosa. Lo metteranno su un tavolo, lo legheranno, gli metteranno quegli aghi nelle vene, e lo metteranno a dormire. Noi non siamo cani. Siamo esseri umani, e Green è un essere umano, esattamente come me, esattamente come voi”.
Nelle sue dichiarazioni finale Green ha ringraziato quelli che lo hanno aiutato, si è detto deluso ma non arrabbiato per l’ingiustizia subita, e ha chiesto ai 5 amici presenti, tra cui un’italiana, Barbara Bacci, di proseguire la lotta contro la pena di morte, e di tenere viva la sua memoria.
La Texas Board of Pardons and Paroles aveva respinto 6-0 la richiesta di una sospensione di 120 giorni, e 5-1 la richiesta di commutazione in ergastolo che era stata sottoscritta anche dalla moglie e dai due figli della vittima. Roe Wilson, dell’ufficio del District Attorney della Harris County, ha commentato l’impegno dei parenti delle vittime a favore di Green come “una cosa molto personale, che però legalmente non conta nulla”. David Atwood, direttore della Texas Coalition to Abolish the Death Penalty, ha così commentato: “Questo è il problema del Texas, è sempre una strada in salita per chiunque si trovi nel braccio della morte”.
Green, che aveva appena compiuto 18 anni al momento del fatto, ha ammesso di aver partecipato alla rapina, ma ha sempre sostenuto di non essere stato lui a sparare. Due suoi coimputati, neri, hanno ottenuto una pena minore accusando Green. Un quarto partecipante alla rapina, bianco, non è mai stato identificato con certezza.
Nel suo ultimo colloquio prima dell’esecuzione Green ha incontrato per 90 minuti Andre Lastrapes-Luckett, figlio della vittima, che all’uscita del carcere ha dichiarato: “Il Texas sta mandando a morte come un animale una persona dignitosa. Lo metteranno su un tavolo, lo legheranno, gli metteranno quegli aghi nelle vene, e lo metteranno a dormire. Noi non siamo cani. Siamo esseri umani, e Green è un essere umano, esattamente come me, esattamente come voi”.
Nelle sue dichiarazioni finale Green ha ringraziato quelli che lo hanno aiutato, si è detto deluso ma non arrabbiato per l’ingiustizia subita, e ha chiesto ai 5 amici presenti, tra cui un’italiana, Barbara Bacci, di proseguire la lotta contro la pena di morte, e di tenere viva la sua memoria.
— FONTI
- (Fonti: Associated Press & Rick Halperin, Houston Chronicle, 26/10/2004)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE29 GIUGNO 2026
USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

PENA DI MORTE28 GIUGNO 2026
USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

PENA DI MORTE27 GIUGNO 2026
LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

PENA DI MORTE26 GIUGNO 2026
