Nessuno tocchi Caino
KIRGHIZISTAN

Nel gennaio del 1998, è entrato in vigore un nuovo...

Nel gennaio del 1998, è entrato in vigore un nuovo Codice Penale, che ha ridotto i crimini capitali e sostituito la pena di morte con una pena massima di 30 anni

2 MIN DI LETTURA
Nel gennaio del 1998, è entrato in vigore un nuovo Codice Penale, che ha ridotto i crimini capitali e sostituito la pena di morte con una pena massima di 30 anni. La pena di morte è attualmente applicabile per: terrorismo, tradimento, omicidio premeditato, stupro, crimini aggravati nonché per i reati per i quali è prevista nel Codice Penale Militare. L'ergastolo è stato abolito per motivi economici. "È un lusso che possono permettersi solo i paesi ricchi", ha detto il Ministro della Giustizia Nelgiya Beishenalieva. Il 5 dicembre 1998, il Presidente Askar Akayev adottò con un decreto una moratoria di due anni della pena capitale. Quando la moratoria entrò in vigore, vi erano 55 detenuti nel braccio della morte. Nell'ottobre del 1999 ve ne erano 66 e 64 all'inizio di novembre, perché due erano morti per malattia. Tutto ciò che concerne la pena di morte è circondato dal segreto in Kirghizistan: non esistono dati ufficiali, la procedura dell'esecuzione non è codificata; non viene rivelato il luogo dove è seppellito il condannato; la famiglia non ha il diritto di chiederne le spoglie. Quando la richiesta di grazia di un condannato viene respinta, un gruppo di guardie speciali lo porta ammanettato in un bunker dove lo attendono un funzionario dell'ufficio del Pubblico Ministero, un rappresentante dell'amministrazione carceraria, un medico e un boia. Il funzionario pronuncia le seguenti parole: "La sua domanda di grazia è stata respinta e la pena verrà eseguita immediatamente". Il condannato a morte viene fatto inginocchiare e il boia gli spara nel collo. Il corpo del condannato viene messo in una busta di plastica e portato in un settore del cimitero pubblico dove è sepolto in una tomba dove è segnato soltanto un numero. Le esecuzioni avvengono di solito il mercoledì o il giovedì sera. Una volta, le condanne venivano eseguite a Almaty, in Kazakistan, in una prigione speciale, mentre ora i condannati sono giustiziati in patria. Nel Kirghizistan ci sono 35 prigioni, ma solo cinque di esse possono essere veramente considerate come tali. Nel Penitenziario Numero Uno a Bishkek, il braccio della morte è conosciuto come "Corridoio n° 6" (un ricordo dello stalinismo).