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Nel corso di un briefing sul caso di Wang Guoqi, il...

Nel corso di un briefing sul caso di Wang Guoqi, il Comitato per le Relazioni Internazionali del Congresso americano ha detto che Wei Jingsheng, un dissidente cinese che vive negli Stati Uniti, ha riferito che agenti di custodia nei bracci della morte in

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Nel corso di un briefing sul caso di Wang Guoqi, il Comitato per le Relazioni Internazionali del Congresso americano ha detto che Wei Jingsheng, un dissidente cinese che vive negli Stati Uniti, ha riferito che agenti di custodia nei bracci della morte in Cina gli hanno detto che la rimozione degli organi, mentre i prigionieri sono ancora in vita, spesso costituisce il mezzo di esecuzione in ragione della forte domanda di organi.
Harry Wu, un cinese che ha trascorso 19 anni in prigione in Cina per motivi politici e capo della Laogai Foundation, un'organizzazione che lotta contro l'espianto di organi dai detenuti nelle carceri cinesi, ha detto di aver condotto ampie verifiche in merito all'identit� di Wang e sia lui che i membri dello staff del Congresso hanno trovato "molto credibili" le affermazioni del dottore.
Secondo la Laogai Foundation ci sono state 1.769 esecuzioni e 3.167 trapianti di rene in Cina nel 1998. Wu ha fatto presente che una disposizione cinese del 1984 proibisce la rimozione degli organi dai criminali condannati a meno che loro o i loro familiari non li offrano per ricerche mediche. Ma, in pratica, n� loro n� i famigliari sono consultati e il sistema � immerso nella corruzione.
Nel suo rapporto annuale sui diritti umani il Dipartimento di Stato americano, quest'anno, ha affermato che "sono credibili le dichiarazioni secondo cui sarebbero stati espiantati, venduti e trapiantati organi da prigionieri giustiziati."
FONTI
  • (Fonti: Washington Post, 27/06/2001, The Times, 28/06/2001)