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Nel corso dell'anno ha continuato a operare il tribunale...

Nel corso dell'anno ha continuato a operare il tribunale ad hoc sui diritti umani istituito dall'Indonesia nel 2000 per giudicare i responsabili delle violenze commesse durante le elezioni a Timor Est, volute dall'ONU nel 1999 e durante le quali la

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Nel corso dell'anno ha continuato a operare il tribunale ad hoc sui diritti umani istituito dall'Indonesia nel 2000 per giudicare i responsabili delle violenze commesse durante le elezioni a Timor Est, volute dall'ONU nel 1999 e durante le quali la maggioranza ha votato per l'indipendenza dall'Indonesia che occupava il territorio dal 1975.
Circa mille persone sono state uccise da soldati e forze dell'ordine indonesiani.
L'Indonesia ha deciso di istituire questo tribunale ad hoc per evitare la creazione di un tribunale internazionale per crimini di guerra simile a quelli per l'ex Iugoslavia e il Ruanda.
Gruppi per i diritti umani hanno espresso critiche sull'effettiva capacità dei giudici di processare i vertici militari e hanno denunciato la corruzione delle giurie.
Le esecuzioni sono rare in Indonesia, l'ultima risale al maggio 2001 e fu effettuata su due uomini condannati per un omicidio nel 1989. Era la prima esecuzione negli ultimi cinque anni.
Secondo l'Ufficio dell'Attorney General, dal 1945, anno dell'indipendenza, al 2003, i tribunali indonesiani hanno condannato a morte 70 persone, 11 delle quali sono state giustiziate.
La legge indonesiana vieta le esecuzioni pubbliche.
Il condannato riceve la notizia della sua esecuzione soltanto 72 ore prima.
Con la testa coperta da un cappuccio e indosso una camicia bianca con un segno rosso all'altezza del cuore, il condannato affronta un plotone i cui membri sono disposti in fila a breve distanza.
Solo due dei 14 fucili sono caricati a salve, di modo che nessuno di loro sarà in grado di capire chi ha sparato il colpo fatale.
Dopo la fucilazione, un dottore controlla che il corpo crivellato di colpi non dia più alcun segno di vita.
Se dovesse essere ancora vivo, il comandante del plotone sparerà un colpo di arma da fuoco alla testa del condannato.