NAZIONI UNITE: COMITATO CONDANNA VIOLAZIONI DIRITTI UMANI IN IRAN
il Comitato Diritti Umani dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che
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il Comitato Diritti Umani dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che esprime profonda preoccupazione per le violazioni dei diritti in Iran, inclusa l’"allarmante alta frequenza" con cui viene applicata la pena di morte.
Il sostegno alla risoluzione è giunto da 78 paesi membri, con 35 contrari e 69 astenuti. Il documento, elaborato dal Canada, è stato approvato a meno di una settimana dal 24 novembre, termine ultimo per l'Iran e le sei potenze mondiali per raggiungere un accordo sul suo programma nucleare, anche se la parola "nucleare" non è menzionata nel testo.
La risoluzione si basa su un recente rapporto di un investigatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e sottolinea come l'Iran non abbia permesso la visita di un investigatore a partire dal 2005.
La risoluzione invita l'Iran a fermare una serie di abusi inclusa la tortura, la discriminazione di genere e la persecuzione di attivisti e giornalisti. La risoluzione passa ora all'Assemblea Generale.
La leader dell'opposizione iraniana Maryam Rajavi ha dichiarato che la risoluzione "non lascia alcun dubbio sul fatto che la spaventosa situazione dei diritti umani del regime clericale deve essere sottoposta al Consiglio di Sicurezza per l'adozione di misure vincolanti e punitive", e ha avvertito che i colloqui sul nucleare non devono essere utilizzati come una scusa per ignorare le questioni dei diritti umani in Iran. “Il ripristino dei diritti umani in Iran avverrà solo dopo il rovesciamento della dittatura teocratica e fascista e con lo stabilirsi della democrazia nel Paese”.
Il sostegno alla risoluzione è giunto da 78 paesi membri, con 35 contrari e 69 astenuti. Il documento, elaborato dal Canada, è stato approvato a meno di una settimana dal 24 novembre, termine ultimo per l'Iran e le sei potenze mondiali per raggiungere un accordo sul suo programma nucleare, anche se la parola "nucleare" non è menzionata nel testo.
La risoluzione si basa su un recente rapporto di un investigatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani e sottolinea come l'Iran non abbia permesso la visita di un investigatore a partire dal 2005.
La risoluzione invita l'Iran a fermare una serie di abusi inclusa la tortura, la discriminazione di genere e la persecuzione di attivisti e giornalisti. La risoluzione passa ora all'Assemblea Generale.
La leader dell'opposizione iraniana Maryam Rajavi ha dichiarato che la risoluzione "non lascia alcun dubbio sul fatto che la spaventosa situazione dei diritti umani del regime clericale deve essere sottoposta al Consiglio di Sicurezza per l'adozione di misure vincolanti e punitive", e ha avvertito che i colloqui sul nucleare non devono essere utilizzati come una scusa per ignorare le questioni dei diritti umani in Iran. “Il ripristino dei diritti umani in Iran avverrà solo dopo il rovesciamento della dittatura teocratica e fascista e con lo stabilirsi della democrazia nel Paese”.
— FONTI
- (Fonti: The Associated Press, Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, 18/11/2014)
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