Nayereh Tohidi, una lettrice presso l'Università UCLA...
Nayereh Tohidi, una lettrice presso l'Università UCLA di Los Angeles, sostiene che la lapidazione sia una punizione discriminatoria: "C'è discriminazione anche se viene applicata sia contro gli uomini che le donne, perché viene generalmente usata per
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Nayereh Tohidi, una lettrice presso l'Università UCLA di Los Angeles, sostiene che la lapidazione sia una punizione discriminatoria: "C'è discriminazione anche se viene applicata sia contro gli uomini che le donne, perché viene generalmente usata per delitti legati alla sfera sessuale, come l'adulterio. Le donne sono più esposte a condanne per delitti a sfondo sessuale e quindi più soggette alla lapidazione degli uomini. Questo alimenta la discriminazione sessuale e un'ossessione per i delitti sessuali come se fossero i più gravi, dal punto di vista dei religiosi, e la fonte di corruzione della società. Mentre ignorano i problemi della droga e della corruzione, non possono perdonare i delitti sessuali".
La lapidazione è avversata non solo dalle associazioni internazionali per i diritti, ma anche all'interno dell'Iran stesso. Tohidi ricorda che è stata in passato criticata dall'ultimo Presidente, l'Ayatollah Akbar Hashemi Rafsanjani, che la definì una pratica arretrata usata dai giudici nelle aree rurali.
Ma gli esperti dei diritti delle donne sostengono che la pratica resta inossidabile in Iran perché ai giudici è consentito di applicare la loro interpretazione discriminatoria della legge. Dice Tohidi: "Non esiste alcun comandamento coranico che indichi la lapidazione per punire uomini e donne. Tuttavia è stata utilizzata sporadicamente in alcune province dell'Iran da qualche giudice islamico, i mullah, sulla base della loro interpretazione discriminatoria ed uso arbitrario di certe tradizioni."
Elahe Hicks di Human Rights Watch riferisce che alcuni funzionari le hanno detto di non approvare la lapidazione come sanzione per l'adulterio, per la difficoltà di dimostrare questo reato.
Secondo la legge islamica iraniana, per provare che è stato commesso adulterio, sono necessari quattro testimoni indipendenti. In alternativa il colpevole deve confessare quattro volte. Ma i critici sostengono che i requisiti della testimonianza non sono pienamente rispettati in molti casi e che le confessioni potrebbero essere estorte. Questo porta gli attivisti a dubitare che gli imputati di adulterio ricevano processi equi.
I leader internazionali dei diritti umani hanno ripetutamente espresso ad alti funzionari iraniani la loro preoccupazione rispetto a casi di lapidazione. Hicks afferma che sia lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran sia l'Alto Commissario ONU per i diritti umani Mary Robinson hanno sollevato il caso di Maryam Ayoubi, condannata a morte per lapidazione nel Luglio 2000, di fronte ad alti funzionari che hanno risposto di non avere informazioni sul caso.
Mentre la maggior parte dell'attenzione sulla lapidazione si è concentrata sulle donne e sulla sofferenza della vittima, alcuni critici sostengono che la lapidazione produca altre vittime nascoste: i cittadini educati ad accettare la pratica come normale ed a prendervi parte."In realtà molte persone non partecipano, ma quelli che già sono indottrinati ad accettare questa pratica violenta come parte dei loro doveri morali e religiosi, contribuiscono a perpetuare una mentalità violenta", dice Tohidi.
La lapidazione è avversata non solo dalle associazioni internazionali per i diritti, ma anche all'interno dell'Iran stesso. Tohidi ricorda che è stata in passato criticata dall'ultimo Presidente, l'Ayatollah Akbar Hashemi Rafsanjani, che la definì una pratica arretrata usata dai giudici nelle aree rurali.
Ma gli esperti dei diritti delle donne sostengono che la pratica resta inossidabile in Iran perché ai giudici è consentito di applicare la loro interpretazione discriminatoria della legge. Dice Tohidi: "Non esiste alcun comandamento coranico che indichi la lapidazione per punire uomini e donne. Tuttavia è stata utilizzata sporadicamente in alcune province dell'Iran da qualche giudice islamico, i mullah, sulla base della loro interpretazione discriminatoria ed uso arbitrario di certe tradizioni."
Elahe Hicks di Human Rights Watch riferisce che alcuni funzionari le hanno detto di non approvare la lapidazione come sanzione per l'adulterio, per la difficoltà di dimostrare questo reato.
Secondo la legge islamica iraniana, per provare che è stato commesso adulterio, sono necessari quattro testimoni indipendenti. In alternativa il colpevole deve confessare quattro volte. Ma i critici sostengono che i requisiti della testimonianza non sono pienamente rispettati in molti casi e che le confessioni potrebbero essere estorte. Questo porta gli attivisti a dubitare che gli imputati di adulterio ricevano processi equi.
I leader internazionali dei diritti umani hanno ripetutamente espresso ad alti funzionari iraniani la loro preoccupazione rispetto a casi di lapidazione. Hicks afferma che sia lo Special Rapporteur delle Nazioni Unite per i diritti umani in Iran sia l'Alto Commissario ONU per i diritti umani Mary Robinson hanno sollevato il caso di Maryam Ayoubi, condannata a morte per lapidazione nel Luglio 2000, di fronte ad alti funzionari che hanno risposto di non avere informazioni sul caso.
Mentre la maggior parte dell'attenzione sulla lapidazione si è concentrata sulle donne e sulla sofferenza della vittima, alcuni critici sostengono che la lapidazione produca altre vittime nascoste: i cittadini educati ad accettare la pratica come normale ed a prendervi parte."In realtà molte persone non partecipano, ma quelli che già sono indottrinati ad accettare questa pratica violenta come parte dei loro doveri morali e religiosi, contribuiscono a perpetuare una mentalità violenta", dice Tohidi.
— FONTI
- (Fonti: Radio Free Europe/Radio Liberty, 04/07/2001)
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