MISSISSIPPI (USA): MICHELLE BYROM LIBERA, AVEVA RISCHIATO L’ESECUZIONE
Michelle Byrom, 58 anni, bianca, è stata scarcerata. Era stata condannata a morte nel 2000 con l’accusa di
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Michelle Byrom, 58 anni, bianca, è stata scarcerata. Era stata condannata a morte nel 2000 con l’accusa di aver commissionato a suo figlio e ad un amico del ragazzo l’uccisione
del marito, Edward Byrom, avvenuta il 4 giugno 1999.
Nel marzo 2014 una serie di articoli del Clarion-Ledger e di altre testate rivelarono che la giuria popolare non aveva mai saputo che in diverse lettere scritte dal carcere e in un colloquio con uno psicologo, il figlio della coppia, Edward Byrom Jr. aveva detto di aver ucciso il padre “per vendicarsi dei maltrattamenti subiti”, ed inoltre aveva fornito alcuni dettagli che non poteva aver appreso dai media. Con questi nuovi elementi, il 31 marzo 2014 la Corte Suprema di stato aveva annullato il verdetto di colpevolezza. La stessa Corte pochi giorni prima aveva ricevuto dal Procuratore Generale la richiesta di ratifica della data di esecuzione che avrebbe dovuto essere, nelle intenzione dell’Attorney General, il 28 marzo.
Edward Byrom Jr. al processo contro la madre aveva testimoniato che la madre aveva promesso a Joey Gillis, un suo amico, 10.000 o 15.000 dollari per uccidere il padre, cifra che gli avrebbe dato appena incassata l’assicurazione sulla vita dell’uomo.
Processato per quel reato particolare del codice Usa che è il “progettato omicidio”, venne condannato a 30 anni, e scarcerato nell’agosto 2013 per buona condotta.
L’altro imputato, Joey Gillis, grazie ad un accordo con la pubblica accusa, si era dichiarato colpevole di “progettato omicidio”, ed è stato scarcerato nel 2009. Inizialmente la donna aveva confessato, ma in seguito ha detto di averlo fatto mentre era in un grave stato confusionale indotto da molti farmaci, e di averlo fatto soprattutto nell’intento di proteggere il figlio.
Oggi la Byrom si è dichiarata colpevole anche lei di “progettato omicidio” e il giudice Paul
Funderburk della Tishomingo County Circuit Court l’ha condannata a 20 anni, 16 dei quali già scontati (14 nel braccio della morte) e sospendendo la pena per i 4 anni mancanti. La Byrom è uscita direttamente dal tribunale.
del marito, Edward Byrom, avvenuta il 4 giugno 1999.
Nel marzo 2014 una serie di articoli del Clarion-Ledger e di altre testate rivelarono che la giuria popolare non aveva mai saputo che in diverse lettere scritte dal carcere e in un colloquio con uno psicologo, il figlio della coppia, Edward Byrom Jr. aveva detto di aver ucciso il padre “per vendicarsi dei maltrattamenti subiti”, ed inoltre aveva fornito alcuni dettagli che non poteva aver appreso dai media. Con questi nuovi elementi, il 31 marzo 2014 la Corte Suprema di stato aveva annullato il verdetto di colpevolezza. La stessa Corte pochi giorni prima aveva ricevuto dal Procuratore Generale la richiesta di ratifica della data di esecuzione che avrebbe dovuto essere, nelle intenzione dell’Attorney General, il 28 marzo.
Edward Byrom Jr. al processo contro la madre aveva testimoniato che la madre aveva promesso a Joey Gillis, un suo amico, 10.000 o 15.000 dollari per uccidere il padre, cifra che gli avrebbe dato appena incassata l’assicurazione sulla vita dell’uomo.
Processato per quel reato particolare del codice Usa che è il “progettato omicidio”, venne condannato a 30 anni, e scarcerato nell’agosto 2013 per buona condotta.
L’altro imputato, Joey Gillis, grazie ad un accordo con la pubblica accusa, si era dichiarato colpevole di “progettato omicidio”, ed è stato scarcerato nel 2009. Inizialmente la donna aveva confessato, ma in seguito ha detto di averlo fatto mentre era in un grave stato confusionale indotto da molti farmaci, e di averlo fatto soprattutto nell’intento di proteggere il figlio.
Oggi la Byrom si è dichiarata colpevole anche lei di “progettato omicidio” e il giudice Paul
Funderburk della Tishomingo County Circuit Court l’ha condannata a 20 anni, 16 dei quali già scontati (14 nel braccio della morte) e sospendendo la pena per i 4 anni mancanti. La Byrom è uscita direttamente dal tribunale.
— FONTI
- (Fonti: Clarion-Ledger, 26/06/2015)
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