Militanti islamici hanno affrontato il plotone di esecuzione,...
Militanti islamici hanno affrontato il plotone di esecuzione, storditi dall'alcol e condotti alla morte su camion aperti davanti alla folla festante
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Militanti islamici hanno affrontato il plotone di esecuzione, storditi dall'alcol e condotti alla morte su camion aperti davanti alla folla festante.
Di pomeriggio, nella Piazza del Popolo a Kashgar, nella Cina nord-occidentale, alcune dozzine di prigionieri islamici sono stati allineati sui camion blu, storditi e resi appena coscienti.
Ai piedi di una statua di granito alta 30 metri del Presidente Mao, i prigionieri ammanettati barcollavano leggermente.
I loro occhi erano iniettati di sangue, il loro sguardo fisso esprimeva uno stato confusionale.
Non avevano realizzato che avrebbero fronteggiato il boia nel giro di un'ora.
Questi uomini erano stati catturati mentre combattevano per uno stato islamico indipendente nella provincia dello Xinjiang, dove i separatisti stanno tentando di liberare la regione a maggioranza musulmana dalla morsa di Pechino e di costituire una nuova nazione, il Turkistan dell'Est.
Il confronto tra Afganistan ed Occidente (conseguente agli attacchi dell'11 settembre sugli USA) ha elevato il fervore islamico. La crisi ha inoltre dato ai leader cinesi l'opportunit� di reprimere i separatisti con rinnovata ferocia, e Pechino ha trasformato le fasi di una esecuzione in un raduno politico.
Centinaia di membri del Partito Comunista stavano seduti in file ordinate, con i camion dei prigionieri islamici disposti davanti a loro, applaudivano i discorsi inebrianti che citavano il Presidente Jiang Zemin. Circondati dai cartelli, dalle bandiere e dagli striscioni della propaganda, i prigionieri cercavano di aguzzare la vista attraverso le nebbie dell'alcol.
Dopo un'ora intera, un grido di adunata e un suono di sirena della polizia, la carovana dei camion ha cominciato il suo macabro percorso. Migliaia di spettatori erano allineati lungo Via della Liberazione. Molti ridevano nervosamente quando arrivavano faccia a faccia con i prigionieri che stavano per raggiungere il campo di esecuzione.
Due di quei prigionieri moriranno adesso, aveva detto un uomo con un berretto ricamato. I rimanenti saranno ricondotti in prigione.
Di pomeriggio, nella Piazza del Popolo a Kashgar, nella Cina nord-occidentale, alcune dozzine di prigionieri islamici sono stati allineati sui camion blu, storditi e resi appena coscienti.
Ai piedi di una statua di granito alta 30 metri del Presidente Mao, i prigionieri ammanettati barcollavano leggermente.
I loro occhi erano iniettati di sangue, il loro sguardo fisso esprimeva uno stato confusionale.
Non avevano realizzato che avrebbero fronteggiato il boia nel giro di un'ora.
Questi uomini erano stati catturati mentre combattevano per uno stato islamico indipendente nella provincia dello Xinjiang, dove i separatisti stanno tentando di liberare la regione a maggioranza musulmana dalla morsa di Pechino e di costituire una nuova nazione, il Turkistan dell'Est.
Il confronto tra Afganistan ed Occidente (conseguente agli attacchi dell'11 settembre sugli USA) ha elevato il fervore islamico. La crisi ha inoltre dato ai leader cinesi l'opportunit� di reprimere i separatisti con rinnovata ferocia, e Pechino ha trasformato le fasi di una esecuzione in un raduno politico.
Centinaia di membri del Partito Comunista stavano seduti in file ordinate, con i camion dei prigionieri islamici disposti davanti a loro, applaudivano i discorsi inebrianti che citavano il Presidente Jiang Zemin. Circondati dai cartelli, dalle bandiere e dagli striscioni della propaganda, i prigionieri cercavano di aguzzare la vista attraverso le nebbie dell'alcol.
Dopo un'ora intera, un grido di adunata e un suono di sirena della polizia, la carovana dei camion ha cominciato il suo macabro percorso. Migliaia di spettatori erano allineati lungo Via della Liberazione. Molti ridevano nervosamente quando arrivavano faccia a faccia con i prigionieri che stavano per raggiungere il campo di esecuzione.
Due di quei prigionieri moriranno adesso, aveva detto un uomo con un berretto ricamato. I rimanenti saranno ricondotti in prigione.
— FONTI
- (Fonti: Asia Intelligence Wire, The Statesman, 27/09/2001)
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