MESSICO. LA CAMERA DEI DEPUTATI HA ABOLITO LA PENA DI MORTE NEI CODICI MILITARI
la Camera dei Deputati del Messico ha approvato una legge che elimina la pena di morte dal Codice militare.
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la Camera dei Deputati del Messico ha approvato una legge che elimina la pena di morte dal Codice militare. Con 346 voti a favore, nessuno contrario e tre astenuti, l’assemblea plenaria della Camera ha ratificato gli emendamenti al Codice di Giustizia Militare già approvati dal Senato della Repubblica nell’aprile del 2004. La riforma del Codice militare, voluta fortemente dal governo del Presidente Vicente Fox e appoggiata dai vertici militari, ha sostituito la pena capitale con una pena detentiva dai 30 ai 60 anni.
"Ogni persona deve essere considerata un fine in sè e non un mezzo per raggiungere altri obiettivi, mentre l’applicazione della pena di morte cerca di conseguire scopi che vanno ben al di là della persona condannata", ha dichiarato il deputato del PAN Fernando Pérez.
Il PRD, che ha comunque votato a favore della riforma, aveva chiesto che la pena detentiva fosse più lieve, tra i 20 e i 40 anni di prigione.
"Sarebbe molto più coerente con un sistema di sanzioni improntate a principi di umanità e di riabilitazione e si eviterebbe di dare l’idea di una scelta meramente simbolica, demagogica e repressiva ", ha affermato la deputata del PRD Cristina Portillo nel presentare l’emendamento che non è stato però accolto dalla Camera.
Seppure ancora presente nella costituzione, la pena di morte non può essere imposta in quanto non è contemplata in nessun codice statale o federale del Messico. Con la sua eliminazione dal Codice militare, il Messico può essere considerato a tutti gli effetti un paese totalmente abolizionista.
L’ultima volta che è stata eseguita la pena di morte in Messico è stato nel 1961 nei confronti di un soldato di fanteria, Isaías Constante Laureano, condannato per l’omicidio di un ufficiale avvenuto a Saltillo Coahuila. Da allora, 32 militari condannati a morte sono stati graziati o hanno avuta la pena commutata.
"Ogni persona deve essere considerata un fine in sè e non un mezzo per raggiungere altri obiettivi, mentre l’applicazione della pena di morte cerca di conseguire scopi che vanno ben al di là della persona condannata", ha dichiarato il deputato del PAN Fernando Pérez.
Il PRD, che ha comunque votato a favore della riforma, aveva chiesto che la pena detentiva fosse più lieve, tra i 20 e i 40 anni di prigione.
"Sarebbe molto più coerente con un sistema di sanzioni improntate a principi di umanità e di riabilitazione e si eviterebbe di dare l’idea di una scelta meramente simbolica, demagogica e repressiva ", ha affermato la deputata del PRD Cristina Portillo nel presentare l’emendamento che non è stato però accolto dalla Camera.
Seppure ancora presente nella costituzione, la pena di morte non può essere imposta in quanto non è contemplata in nessun codice statale o federale del Messico. Con la sua eliminazione dal Codice militare, il Messico può essere considerato a tutti gli effetti un paese totalmente abolizionista.
L’ultima volta che è stata eseguita la pena di morte in Messico è stato nel 1961 nei confronti di un soldato di fanteria, Isaías Constante Laureano, condannato per l’omicidio di un ufficiale avvenuto a Saltillo Coahuila. Da allora, 32 militari condannati a morte sono stati graziati o hanno avuta la pena commutata.
— FONTI
- (Fonti: Noticieros Televisa, 21/04/2005)
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