MARIATERESA DI LASCIA, UNA PRESENZA COSTANTE, VIVA E ILLUMINANTE
Sergio D’Elia

Sergio D’Elia
Il 10 settembre di ventinove anni fa, a quarant’anni, è venuta a mancare Mariateresa Di Lascia. In realtà non mi è mai “mancata”. I due capolavori della sua vita, il romanzo “Passaggio in ombra” e la fondazione di “Nessuno tocchi Caino”, sono stati per me, nella mia vita, una presenza costante, viva e illuminante. Il romanzo e la fondazione, a ben vedere, raccontano la stessa storia. La frase del romanzo “Bisogna essere molto ciechi per aggiungere nuove sofferenze all’eredità di dolore lasciata da chi è passato prima di noi!” è fondativa di Nessuno tocchi Caino, di un modo di pensare, di sentire e di agire nonviolento. Radicalmente diverso da quello - "allopatico" - della giustizia della bilancia e della spada, prigioniera della aberrante logica del diritto penale per cui alla violenza e al dolore del delitto debbano corrispondere una violenza e un dolore eguale e contrario, quello del castigo. In una catena perpetua di delitti e castighi, violenze e sofferenze. Celebreremo come si deve la vita, la visione e l’azione di Mariateresa Di Lascia il 10 settembre dell’anno prossimo, nel trentennale della sua mancanza, dei suoi trent’anni di presenza.
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