MALESIA. COMMUTATA CONDANNA CAPITALE IN APPELLO
il proprietario di un ristorante Cheah Yoon Lim si è salvato dalla forca quando la corte d’appello della Malesia ha modificato l’accusa di traffico di 70.2 grammi di droga in possesso.
1 MIN DI LETTURA
il proprietario di un ristorante Cheah Yoon Lim si è salvato dalla forca quando la corte d’appello della Malesia ha modificato l’accusa di traffico di 70.2 grammi di droga in possesso. Il giudice della Corte d’Appello Datuk Richard Malanjum, che presiedeva una giuria composta da tre membri, tra cui Datuk Hashim Yusoff e Datuk S. Augustine Paul, ha poi condannato Cheah, di 30 anni, a 15 anni di carcere e a 10 frustate. I tre giudici all’unanimità hanno deciso che il giudice dell’Alta Corte di Johor Baharu aveva sbagliato nel ritenere Cheah colpevole di traffico.
"In questo caso, vi è stato un errore di giudizio. Un errore molto grave," ha detto il giudice Paul.
Cheah, sposato con un figlio, aveva presentato appello contro la decisione del 20 ottobre 2001 con cui l’Alta Corte di Johor Baharu lo aveva condannato a morte per traffico di 70.2 grammi di droga (monoacetilmorfina). Cheah era accusato di aver commesso il fatto in un parcheggio adiacente gli appartamenti “Pangsapuri” di Taman Tangsi a Johor Baharu. Era stato accusato in base alla sezione 39B(1)(a) della legge sulle droghe pericolose (“Dangerous Drugs Act”), un reato punibile in base alla sezione 39B(2) della stessa legge. Si tratta di un caso di pena di morte obbligatoria.
Precedentemente, l’avvocato Hisham Teh Poh Teik, che rappresentava Cheah, ha chiesto alla corte di assolvere e rilasciare il suo cliente. Tuttavia, Paul ha detto che l’accusa aveva un argomento ineccepibile contro Cheah nell’accusarlo di possesso di droga.
"In questo caso, vi è stato un errore di giudizio. Un errore molto grave," ha detto il giudice Paul.
Cheah, sposato con un figlio, aveva presentato appello contro la decisione del 20 ottobre 2001 con cui l’Alta Corte di Johor Baharu lo aveva condannato a morte per traffico di 70.2 grammi di droga (monoacetilmorfina). Cheah era accusato di aver commesso il fatto in un parcheggio adiacente gli appartamenti “Pangsapuri” di Taman Tangsi a Johor Baharu. Era stato accusato in base alla sezione 39B(1)(a) della legge sulle droghe pericolose (“Dangerous Drugs Act”), un reato punibile in base alla sezione 39B(2) della stessa legge. Si tratta di un caso di pena di morte obbligatoria.
Precedentemente, l’avvocato Hisham Teh Poh Teik, che rappresentava Cheah, ha chiesto alla corte di assolvere e rilasciare il suo cliente. Tuttavia, Paul ha detto che l’accusa aveva un argomento ineccepibile contro Cheah nell’accusarlo di possesso di droga.
— FONTI
- (Fonti: Bernama Daily Malaysian News, 01/03/2005)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE10 SETTEMBRE 2026
Oman: nuova legge prevede pena di morte per il traffico di droga

PENA DI MORTE9 SETTEMBRE 2026
Pakistan: assolto in appello prigioniero nel braccio della morte

PENA DI MORTE8 SETTEMBRE 2026
Thailandia: condannato a morte per l’omicidio della receptionist di un hotel di Hua Hin

PENA DI MORTE8 SETTEMBRE 2026
IRAN - Ezzat Asgari Khalilshahr giustiziato a Behshahr l’8 settembre

PENA DI MORTE5 SETTEMBRE 2026
IRAN - Reza Salimi impiccato a Semnan il 5 settembre

PENA DI MORTE2 SETTEMBRE 2026
