MALAWI: NUOVE SENTENZE PER I PRIGIONIERI DEL BRACCIO DELLA MORTE
la fase di riformulazione delle condanne per circa 170 prigionieri del braccio della morte del Malawi inizia
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la fase di riformulazione delle condanne per circa 170 prigionieri del braccio della morte del Malawi inizia domani, come parte dell’applicazione di una storica sentenza giudiziaria del 2007, che ha eliminato la pena di morte obbligatoria.
L'ufficio del Direttore della Procura Pubblica ha detto che il primo di 16 casi della fase iniziale partirà a Zomba, vecchia capitale del Paese, con la possibilità per i responsabili di omicidio di ricevere una pena minore o la liberazione. "Tutto è pronto per la ripetizione delle udienze, abbiamo vari soggetti coinvolti, tra cui la società di giuristi del Malawi che ha fornito 30 avvocati per gestire i casi", ha detto l'avvocato di stato Dzikondianthu Malunda del ministero della Giustizia, aggiungendo tuttavia che 88 dei 170 file sono mancanti a causa dello scadente sistema di conservazione dei documenti.
"In relazione ai file mancanti quello che stiamo facendo è ricostruire i casi parlando con persone legate alle vittime, con i condannati e altre persone autorevoli della società, come i capi locali", ha aggiunto Malunda.
La riformulazione delle sentenze per i prigionieri del braccio della morte segue la decisione del 2007 dell’alta corte che ha eliminato la pena capitale obbligatoria per l’omicidio, segnando un punto di svolta nel sistema di giustizia penale del Paese. Nel caso affrontato dall’alta corte, un certo Kafantayeni (ora deceduto) e altri quattro condannati per omicidio avevano contestato l'imposizione della pena di morte obbligatoria e la corte ha ritenuto questa pena obbligatoria una violazione del diritto al processo equo.
La Commissione per i diritti umani del Malawi ha sottolineato che la pena di morte resta applicabile, ma non obbligatoria, e che sta alla discrezionalità del giudice stabilire se un responsabile di omicidio debba essere condannato all’ergastolo o ad una pena minore.
In un'altra sentenza su un caso di omicidio nel 2010, l'Alta Corte ha stabilito che, alla luce del caso Kafantayeni, tutti i condannati a morte vengano ri-sentenziati. Rivolgendosi ai giornalisti a Lilongwe, il segretario esecutivo della Commissione per i diritti umani del Malawi, Grace Malera, ha detto che "la riformulazione della sentenza non significa che la pena di morte sia stata eliminata dalla legge".
Il progetto di riesame delle sentenze è stato finanziato dal Fondo Tilitonse (un pool di diversi donatori) per la somma di circa 150 milioni di kwacha nell'ambito di un progetto triennale che si conclude quest'anno.
Malera ha detto essere sufficienti i finanziamenti per completare i riesami di tutti i 170 casi.
L'ufficio del Direttore della Procura Pubblica ha detto che il primo di 16 casi della fase iniziale partirà a Zomba, vecchia capitale del Paese, con la possibilità per i responsabili di omicidio di ricevere una pena minore o la liberazione. "Tutto è pronto per la ripetizione delle udienze, abbiamo vari soggetti coinvolti, tra cui la società di giuristi del Malawi che ha fornito 30 avvocati per gestire i casi", ha detto l'avvocato di stato Dzikondianthu Malunda del ministero della Giustizia, aggiungendo tuttavia che 88 dei 170 file sono mancanti a causa dello scadente sistema di conservazione dei documenti.
"In relazione ai file mancanti quello che stiamo facendo è ricostruire i casi parlando con persone legate alle vittime, con i condannati e altre persone autorevoli della società, come i capi locali", ha aggiunto Malunda.
La riformulazione delle sentenze per i prigionieri del braccio della morte segue la decisione del 2007 dell’alta corte che ha eliminato la pena capitale obbligatoria per l’omicidio, segnando un punto di svolta nel sistema di giustizia penale del Paese. Nel caso affrontato dall’alta corte, un certo Kafantayeni (ora deceduto) e altri quattro condannati per omicidio avevano contestato l'imposizione della pena di morte obbligatoria e la corte ha ritenuto questa pena obbligatoria una violazione del diritto al processo equo.
La Commissione per i diritti umani del Malawi ha sottolineato che la pena di morte resta applicabile, ma non obbligatoria, e che sta alla discrezionalità del giudice stabilire se un responsabile di omicidio debba essere condannato all’ergastolo o ad una pena minore.
In un'altra sentenza su un caso di omicidio nel 2010, l'Alta Corte ha stabilito che, alla luce del caso Kafantayeni, tutti i condannati a morte vengano ri-sentenziati. Rivolgendosi ai giornalisti a Lilongwe, il segretario esecutivo della Commissione per i diritti umani del Malawi, Grace Malera, ha detto che "la riformulazione della sentenza non significa che la pena di morte sia stata eliminata dalla legge".
Il progetto di riesame delle sentenze è stato finanziato dal Fondo Tilitonse (un pool di diversi donatori) per la somma di circa 150 milioni di kwacha nell'ambito di un progetto triennale che si conclude quest'anno.
Malera ha detto essere sufficienti i finanziamenti per completare i riesami di tutti i 170 casi.
— FONTI
- (Fonti: zodiakmalawi.com, 10/02/2015)
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