L'ULTIMO GIORNO DI UN CONDANNATO A MORTE di S. Martino
Va in scena dall’11 al 19 marzo 2008 al Teatro dell’Orologio – Roma “L’Ultimo Giorno di un Condannato a Morte”, di Victor Hugo, adattamento regia e interpretazione di Salvatore Martino, assistente alla regia Leonardo Ferrari.
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Va in scena dall’11 al 19 marzo 2008 al Teatro dell’Orologio – Roma “L’Ultimo Giorno di un Condannato a Morte”, di Victor Hugo, adattamento regia e interpretazione di Salvatore Martino, assistente alla regia Leonardo Ferrari.
La rappresentazione è dedicata alla campagna di Nessuno tocchi Caino che, con il voto dell’ONU sulla risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali, ha sancito sul piano internazionale il principio che la pena di morte viola la dignità umana e che la moratoria contribuisce al miglioramento e al progressivo sviluppo dei diritti umani.
A partire dal primo testo letterario-poetico che ha affrontato il tema della pena di morte nel 1832, il lavoro di Salvatore Martino intende far riflettere sul senso della pena attraverso la messa in scena dei turbamenti del protagonista che, chiuso nella cella, rivede in una dimensione onirica le terribili settimane di attesa tra la sentenza e l’esecuzione, prima della prova senza appello, alla quale nessuno può essere preparato. L’interpretazione di Salvatore Martino ha il pathos di chi ha già portato la pièce teatrale in numerose carceri del nostro paese ed ora la propone al pubblico “libero”. La musica (Sarabanda di G.F. Händel) commenta l’azione, dialoga con il protagonista, è l’altra faccia della voce che racconta.
L’orario è dalle 21 alle 22 dal martedì al sabato e la domenica dalle 17 alle 18.
Il costo del biglietto è di 12 euro per adulti e 8 ridotti.
Per informazioni: tel. 06 68392214; teatroorologio@tiscali.it
La rappresentazione è dedicata alla campagna di Nessuno tocchi Caino che, con il voto dell’ONU sulla risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali, ha sancito sul piano internazionale il principio che la pena di morte viola la dignità umana e che la moratoria contribuisce al miglioramento e al progressivo sviluppo dei diritti umani.
A partire dal primo testo letterario-poetico che ha affrontato il tema della pena di morte nel 1832, il lavoro di Salvatore Martino intende far riflettere sul senso della pena attraverso la messa in scena dei turbamenti del protagonista che, chiuso nella cella, rivede in una dimensione onirica le terribili settimane di attesa tra la sentenza e l’esecuzione, prima della prova senza appello, alla quale nessuno può essere preparato. L’interpretazione di Salvatore Martino ha il pathos di chi ha già portato la pièce teatrale in numerose carceri del nostro paese ed ora la propone al pubblico “libero”. La musica (Sarabanda di G.F. Händel) commenta l’azione, dialoga con il protagonista, è l’altra faccia della voce che racconta.
L’orario è dalle 21 alle 22 dal martedì al sabato e la domenica dalle 17 alle 18.
Il costo del biglietto è di 12 euro per adulti e 8 ridotti.
Per informazioni: tel. 06 68392214; teatroorologio@tiscali.it
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