L'organizzazione per i diritti civili Human Rights...
L'organizzazione per i diritti civili Human Rights Watch (HRW) ha espresso preoccupazioni sui recenti passi dell'Unione Europea per combattere il terrorismo
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L'organizzazione per i diritti civili Human Rights Watch (HRW) ha espresso preoccupazioni sui recenti passi dell'Unione Europea per combattere il terrorismo.
L'organizzazione ritiene che la comune definizione di terrorismo proposta dalla Commissione dell'Unione Europea minaccia le libertà di parola, assemblea e associazione e pensa che la proposta della Commissione per un mandato di arresto europeo non garantisce il diritto ad un giusto processo e minaccia il sistema di protezione dei rifugiati.
Il gruppo ha chiesto agli Stati membri dell'UE di processare loro stessi i criminali anzichè estradarli verso paesi che prevedono la pena di morte. Ha chiesto di trattenersi dal detenere persone sospette indefinitamente in attesa del processo.
L'organizzazione ritiene che il proposto mandato di arresto europeo non è sufficiente per proteggere i cittadini dalla detenzione arbitraria o dagli abusi degli Stati. HRW chiede che il mandato di arresto escluda il ritorno della persona verso un paese che in cui vi sia un possibile ricorso alla pena di morte e alla tortura.
Il gruppo è particolarmente preoccupato per la conclusione adottata il 20 settembre dal Consiglio per gli affari interni e della giustizia. In quest'occasione i Ministri hanno chiesto alla Commissione di esaminare urgentemente le implicazioni tra salvaguardie interne alla sicurezza e i vincoli internazionali.
Secondo la Convenzione di Ginevra del 1951, i rifugiati non possono essere rimandati in un paese dove rischiano di essere ulteriormente perseguitati. Tuttavia, eccezioni possono essere fatte se vi sono ragionevoli elementi per ritenere che il rifugiato sia una minaccia alla sicurezza del paese ospitante (articolo 33).
I gruppi di pressione per i diritti umani temono che gli stati membri possano usare questa eccezione per trasferire i rifugiati verso paesi che prevedono la pena di morte o che possono torturarli.
L'organizzazione ritiene che la comune definizione di terrorismo proposta dalla Commissione dell'Unione Europea minaccia le libertà di parola, assemblea e associazione e pensa che la proposta della Commissione per un mandato di arresto europeo non garantisce il diritto ad un giusto processo e minaccia il sistema di protezione dei rifugiati.
Il gruppo ha chiesto agli Stati membri dell'UE di processare loro stessi i criminali anzichè estradarli verso paesi che prevedono la pena di morte. Ha chiesto di trattenersi dal detenere persone sospette indefinitamente in attesa del processo.
L'organizzazione ritiene che il proposto mandato di arresto europeo non è sufficiente per proteggere i cittadini dalla detenzione arbitraria o dagli abusi degli Stati. HRW chiede che il mandato di arresto escluda il ritorno della persona verso un paese che in cui vi sia un possibile ricorso alla pena di morte e alla tortura.
Il gruppo è particolarmente preoccupato per la conclusione adottata il 20 settembre dal Consiglio per gli affari interni e della giustizia. In quest'occasione i Ministri hanno chiesto alla Commissione di esaminare urgentemente le implicazioni tra salvaguardie interne alla sicurezza e i vincoli internazionali.
Secondo la Convenzione di Ginevra del 1951, i rifugiati non possono essere rimandati in un paese dove rischiano di essere ulteriormente perseguitati. Tuttavia, eccezioni possono essere fatte se vi sono ragionevoli elementi per ritenere che il rifugiato sia una minaccia alla sicurezza del paese ospitante (articolo 33).
I gruppi di pressione per i diritti umani temono che gli stati membri possano usare questa eccezione per trasferire i rifugiati verso paesi che prevedono la pena di morte o che possono torturarli.
— FONTI
- (Fonti: European Report, 10/11/2001)
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