L'omicidio è l'unico reato capitale
L'omicidio è l'unico reato capitale
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L’omicidio è l’unico reato capitale. Il Governatore Generale ha il potere di clemenza.
Saint Kitts e Nevis sono uno stato indipendente membro del Commonwealth. Mantengono la pena di morte, in merito alla quale il Comitato Giudiziario del Privy Council è l’organo ultimo di appello.
In base a una sentenza del Privy Council del 1993, la pena di morte non può essere eseguita e va commutata automaticamente in ergastolo nel caso in cui il condannato abbia passato più di cinque anni nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione.
L’11 marzo 2002, il Comitato Giudiziario del Privy Council (JCPC), ha confermato la decisione emessa nell’aprile del 2001 dalla Corte d’Appello dei Caraibi orientali (ECCA) e ha unanimemente considerato incostituzionale – perché inumana e degradante – la pena di morte quale sanzione obbligatoria per omicidio a Saint Kitts e Nevis e in altri sei paesi. Questa decisione ha comportato il riesame di tutte le condanne emesse in precedenza.
Il 19 dicembre 2008, dopo 10 anni di interruzione, San Kitts ha ripreso le esecuzioni impiccando Charles Elroy Laplace. L’ultima esecuzione risaliva al 20 luglio ’98, quando era stato impiccato David Wilson, 28 anni, accusato di aver ucciso una guardia giurata nel 1994. L’esecuzione, la prima dal 1981, era avvenuta prima che l’imputato avesse il tempo di appellarsi al Privy Council.
Saint Kitts e Nevis sono tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council di Londra come corte d’appello di ultima istanza nella regione.
I leader dei paesi caraibici vedono in essa la fine dell’ultimo retaggio del colonialismo, ma i militanti per i diritti umani sono preoccupati che con la nuova giurisdizione aumenteranno le esecuzioni essendo i governi caraibici per lo più a favore della pena di morte.
La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005. Saint Kitts e Nevis è uno degli stati che hanno già deciso di passare alla giurisdizione della Corte.
Il 21 marzo 2012, quattro persone hanno avuto la commutazione delle loro condanne a morte grazie ad una sentenza della Corte di giustizia caraibica orientale. La condanna di Sheldon Isaacos è stata annullata poiché la Corte ha concluso che egli era incapace di sostenere un processo a causa di gravi danni cerebrali. Le altre condanne a morte commutate sono state quelle di Romeo Cannonier, Reudeney Williams e Louis Gardeneros. Alla fine dell’anno di era un solo condannato rimasto nel braccio della morte.
Alla fine del 2015, nel braccio della morte era rimasto un solo condannato, Everson Mitcham, condannato a morte nel giugno del 2001, ma era ancora nel braccio della morte, nonostante la sentenza Pratt e Morgan del Privy Council abbia stabilito che oltre cinque anni sotto condanna a morte costituisce una punizione disumana o degradante.
Le Nazioni Unite
L’11 novembre 2015, Saint Kitts e Nevis è stata sottoposta al Riesame Periodico Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo non ha accettato le raccomandazioni volte a stabilire una moratoria ufficiale sulle esecuzioni, abolire la pena di morte e ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al PIDCP.
Il 19 dicembre 2016, Saint Kitts e Nevis hanno nuovamente votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Saint Kitts e Nevis sono uno stato indipendente membro del Commonwealth. Mantengono la pena di morte, in merito alla quale il Comitato Giudiziario del Privy Council è l’organo ultimo di appello.
In base a una sentenza del Privy Council del 1993, la pena di morte non può essere eseguita e va commutata automaticamente in ergastolo nel caso in cui il condannato abbia passato più di cinque anni nel braccio della morte in attesa dell’esecuzione.
L’11 marzo 2002, il Comitato Giudiziario del Privy Council (JCPC), ha confermato la decisione emessa nell’aprile del 2001 dalla Corte d’Appello dei Caraibi orientali (ECCA) e ha unanimemente considerato incostituzionale – perché inumana e degradante – la pena di morte quale sanzione obbligatoria per omicidio a Saint Kitts e Nevis e in altri sei paesi. Questa decisione ha comportato il riesame di tutte le condanne emesse in precedenza.
Il 19 dicembre 2008, dopo 10 anni di interruzione, San Kitts ha ripreso le esecuzioni impiccando Charles Elroy Laplace. L’ultima esecuzione risaliva al 20 luglio ’98, quando era stato impiccato David Wilson, 28 anni, accusato di aver ucciso una guardia giurata nel 1994. L’esecuzione, la prima dal 1981, era avvenuta prima che l’imputato avesse il tempo di appellarsi al Privy Council.
Saint Kitts e Nevis sono tra gli undici firmatari dell’accordo del 2001 volto a stabilire una Corte Caraibica di Giustizia, sostitutiva del Privy Council di Londra come corte d’appello di ultima istanza nella regione.
I leader dei paesi caraibici vedono in essa la fine dell’ultimo retaggio del colonialismo, ma i militanti per i diritti umani sono preoccupati che con la nuova giurisdizione aumenteranno le esecuzioni essendo i governi caraibici per lo più a favore della pena di morte.
La Corte Caraibica di Giustizia è stata inaugurata a Trinidad il 16 aprile 2005. Saint Kitts e Nevis è uno degli stati che hanno già deciso di passare alla giurisdizione della Corte.
Il 21 marzo 2012, quattro persone hanno avuto la commutazione delle loro condanne a morte grazie ad una sentenza della Corte di giustizia caraibica orientale. La condanna di Sheldon Isaacos è stata annullata poiché la Corte ha concluso che egli era incapace di sostenere un processo a causa di gravi danni cerebrali. Le altre condanne a morte commutate sono state quelle di Romeo Cannonier, Reudeney Williams e Louis Gardeneros. Alla fine dell’anno di era un solo condannato rimasto nel braccio della morte.
Alla fine del 2015, nel braccio della morte era rimasto un solo condannato, Everson Mitcham, condannato a morte nel giugno del 2001, ma era ancora nel braccio della morte, nonostante la sentenza Pratt e Morgan del Privy Council abbia stabilito che oltre cinque anni sotto condanna a morte costituisce una punizione disumana o degradante.
Le Nazioni Unite
L’11 novembre 2015, Saint Kitts e Nevis è stata sottoposta al Riesame Periodico Universale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il Governo non ha accettato le raccomandazioni volte a stabilire una moratoria ufficiale sulle esecuzioni, abolire la pena di morte e ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al PIDCP.
Il 19 dicembre 2016, Saint Kitts e Nevis hanno nuovamente votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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