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AFGHANISTAN

lo scorso mese funzionari del governo afgano hanno difeso..

lo scorso mese funzionari del governo afgano hanno difeso...

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lo scorso mese funzionari del governo afgano hanno difeso l’esecuzione di 15 prigionieri, nonostante le affermazioni secondo cui l’operazione sarebbe stata una carneficina di strada. Le autorità sono state duramente criticate per la fuga del più noto criminale afgano, Timor Shah, che è stato condannato a morte per sequestro, stupro e omicidio. Non è chiaro come Timor Shah sia riuscito a evitare l’esecuzione del 7 ottobre, che stando ai resoconti doveva avvenire alle 21.30 sul ciglio di una strada nella periferia di Kabul. Il Generale Abdul Salam Esmat, capo della prigione afghana, è stato molto evasivo riguardo alle circostanze della fuga. Ma gli ufficiali afgani rimangono ostinati, nonostante la controversia e indagini continue. “L’Afghanistan ha la piena autorità di praticare il proprio diritto civile e islamico” ha dichiarato il portavoce del presidente Humayun Hamidzada. “Finché la legge afgana permette le esecuzioni, il governo le praticherà e non cederà alla pressione di nessuno.” Un panel di giudici e procuratori incaricati dal Presidente Hamid Garzai hanno trascorso un anno ad esaminare i casi dei detenuti, ha aggiunto.
Ma Lal Gul, capo dell’Organizzazione per i Diritti Umani dell’Afghanistan, ha dichiarato che il processo non era valido. “Abbiamo visionato i files di alcuni dei giustiziati. Si notano delle carenze nelle indagini” ha dichiarato, sostenendo che alcuni dei condannati non avevano accesso ad un avvocato ed erano stati arrestati a causa di discriminazione etnica o tribale. Ha detto che la sua organizzazione aveva fornito queste informazioni al comitato sulla pena di morte: “Il governo deve indagare su questi avvocati e giudici che hanno ordinato le esecuzioni, poiché sono state uccise delle persone innocenti e noi possiamo provarlo”, ha aggiunto Gul.
“Haji Mohammad Hussain (uno dei giustiziati) è stato arrestato a causa di una inimicizia personale.” “Il Capo del distretto regionale, il governatore della provincia, membri del parlamento della provincia di Farah, persone della regione, il consiglio distrettuale e provinciale e il capo del Programma sulla Solidarietà, Sebghatullah Mujadeddi, tutti, ci hanno fornito documenti che provano la sua innocenza. Ma gli avvocati e i giudici lo hanno comunque condannato a morte”.
FONTI
  • (Fonti: ISN, 13/11/2007)