l’Indonesia ha aumentato gli sforzi per salvare la vita delle cinque
l’Indonesia ha aumentato gli sforzi per salvare la vita delle cinque
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l’Indonesia ha aumentato gli sforzi per salvare la vita delle cinque cittadine attualmente nel braccio della morte in Arabia Saudita.
Si tratta di casi critici perché le condannate hanno esaurito tutte le opzioni legali. Le cinque donne stanno cercando di ottenere il perdono dalle famiglie delle vittime e dal governo saudita.
Il portavoce dell’ambasciata indonesiana, Shabda Thian, ha detto: “Stiamo parlando alle famiglie delle vittime offrendo loro il prezzo del sangue, e il governo Saudita sta offrendo tutto il sostegno possibile per risolvere i casi.” I casi sono riemersi dopo che la Corte Generale di Dammam ha prosciolto, la settimana scorsa, la cameriera indonesiana Nurqoyah Bint Marsan Dasan Nuriya, 41enne, dall’accusa di omicidio, aprendo la strada per il suo rilascio.
Thian ha sottolineato che le missioni diplomatiche indonesiane hanno trattato la risoluzione di 14 casi simili lo scorso anno, tutti casi capitali.
“E’ grazie al governo saudita se l’ambasciata è riuscita a rimpatriare otto dei 14 lavoratori mentre gli altri sei sono in attesa di rimpatrio,” ha aggiunto Thian. Alla domanda se le visite consolari siano periodicamente ammesse dal governo, per controllare la salute dei prigionieri e accelerare il processo di rimpatrio, Thian ha chiarito che “il Ministero degli Esteri saudita ha sempre facilitato le visite.” “Recentemente, il Ministero ha introdotto un nuovo sistema elettronico per cui possiamo presentare le nostre richieste di visita on line permettendoci di visitare subito una particolare prigione o centro di detenzione,” ha aggiunto.
Ma ha anche detto che per l’ambasciata e il consolato a Gedda occuparsi di questi casi è un’enorme mole di lavoro.
L’avvocato ha detto che “i normali casi legati al lavoro non sono problematici… ma i casi di omicidio sono trattati da legali speciali, molto esperti di sharia che possano studiare i verdetti per portare i casi davanti alle corti più alte o per negoziare con i familiari delle vittime.” La missione indonesiana locale ha nominato cinque avvocati per occuparsi di casi speciali legati a violazioni legali e reati penali.
L’Indonesia ha creato una task force speciale per proteggere i lavoratori emigrati all’estero. I membri della task force si sono focalizzati su quelli che rischiano la pena di morte in diversi paesi tra cui Malesia, Cina, Iran e Arabia Saudita.
Si tratta di casi critici perché le condannate hanno esaurito tutte le opzioni legali. Le cinque donne stanno cercando di ottenere il perdono dalle famiglie delle vittime e dal governo saudita.
Il portavoce dell’ambasciata indonesiana, Shabda Thian, ha detto: “Stiamo parlando alle famiglie delle vittime offrendo loro il prezzo del sangue, e il governo Saudita sta offrendo tutto il sostegno possibile per risolvere i casi.” I casi sono riemersi dopo che la Corte Generale di Dammam ha prosciolto, la settimana scorsa, la cameriera indonesiana Nurqoyah Bint Marsan Dasan Nuriya, 41enne, dall’accusa di omicidio, aprendo la strada per il suo rilascio.
Thian ha sottolineato che le missioni diplomatiche indonesiane hanno trattato la risoluzione di 14 casi simili lo scorso anno, tutti casi capitali.
“E’ grazie al governo saudita se l’ambasciata è riuscita a rimpatriare otto dei 14 lavoratori mentre gli altri sei sono in attesa di rimpatrio,” ha aggiunto Thian. Alla domanda se le visite consolari siano periodicamente ammesse dal governo, per controllare la salute dei prigionieri e accelerare il processo di rimpatrio, Thian ha chiarito che “il Ministero degli Esteri saudita ha sempre facilitato le visite.” “Recentemente, il Ministero ha introdotto un nuovo sistema elettronico per cui possiamo presentare le nostre richieste di visita on line permettendoci di visitare subito una particolare prigione o centro di detenzione,” ha aggiunto.
Ma ha anche detto che per l’ambasciata e il consolato a Gedda occuparsi di questi casi è un’enorme mole di lavoro.
L’avvocato ha detto che “i normali casi legati al lavoro non sono problematici… ma i casi di omicidio sono trattati da legali speciali, molto esperti di sharia che possano studiare i verdetti per portare i casi davanti alle corti più alte o per negoziare con i familiari delle vittime.” La missione indonesiana locale ha nominato cinque avvocati per occuparsi di casi speciali legati a violazioni legali e reati penali.
L’Indonesia ha creato una task force speciale per proteggere i lavoratori emigrati all’estero. I membri della task force si sono focalizzati su quelli che rischiano la pena di morte in diversi paesi tra cui Malesia, Cina, Iran e Arabia Saudita.
— FONTI
- (Fonti: http://www.arabnews.com/, 17/02/2013)
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