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COREA DEL NORD

l’emittente giapponese NTNC (Nippon Television Network Corp.) ha trasmesso un filmato...

l’emittente giapponese NTNC (Nippon Television Network Corp.) ha trasmesso un filmato...

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l’emittente giapponese NTNC (Nippon Television Network Corp.) ha trasmesso un filmato che mostra la fucilazione in pubblico di cittadini nord-coreani colpevoli di aver tentato la fuga dal paese. Il video mostra due sessioni di esecuzioni effettuate in due giorni consecutivi, il 1° e il 2 marzo, in un villaggio della Corea del Nord vicino al confine con la Cina. Prigionieri bendati sono legati a pali bianchi piantati su un terreno roccioso, colpiti tre volte e trascinati via. Le esecuzioni, riprese probabilmente con una videocamera nascosta, sono state effettuate vicino a Hoeryong, distretto di Yuson, nei pressi del confine cinese.
Nella prima esecuzione, il 1° marzo, due condannati sono finiti davanti al plotone di esecuzione subito dopo un breve processo nel quale un giudice li ha dichiarati colpevoli di aver fatto uscire illegalmente dal paese altre persone. In entrambi i casi, tre poliziotti hanno sparato tre colpi ciascuno al prigioniero legato al palo. Una voce fuori campo aveva ordinato in successione: “Mirate al nemico - Fuoco, Fuoco, Fuoco - Cessate il fuoco”. Circa 1.500 abitanti del villaggio sono costretti ad assistere alle esecuzioni, mentre da un camioncino bianco della propaganda un funzionario del regime attraverso un altoparlante diffonde il capo di imputazione, “traffico di prostitute”, e minaccia i presenti che avrebbero subito la stessa sorte, se avessero tentato la fuga dal paese. In base alla traduzione del sonoro, nella stessa occasione, il giudice ha condannato altre due persone all’ergastolo e sette a pene dai dieci ai quindici anni da scontare nei campi di lavoro e di rieducazione.
Nella seconda esecuzione effettuata dopo un processo analogo il giorno dopo nello stesso posto, una persona è stata giustiziata e un’altra condannata a dieci anni di campo di lavoro.
Nel 2004, circa 1.900 nord-coreani si sono rifugiati nella Corea del Sud, il 50 per cento in più rispetto all’anno prima, mentre oltre 100.000 vivono o si nascondono in Cina, secondo una stima del gruppo sud-coreano “Commission to Help North Korean Refugees”.
FONTI
  • (Fonti: AP, 19/03/2005; The Christian Science Monitor, 29/03/2005)