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Le possibilità per i detenuti stranieri di ottenere la grazia dal re della Tailandia, potrebbero essere svanite per la posizione governativa più dura contro i trafficanti di droga
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Le possibilità per i detenuti stranieri di ottenere la grazia dal re della Tailandia, potrebbero essere svanite per la posizione governativa più dura contro i trafficanti di droga.
Diplomatici occidentali hanno detto che la fucilazione di un condannato occidentale in Tailandia, è solo una questione di tempo, nel contesto della politica più dura contro il traffico. Un funzionario di consolato europeo ha detto che richieste di grazia avanzate individualmente, sarebbero ora quasi impossibili. Solo nel caso in cui i detenuti dispongano dell'appoggio del loro governo, le richieste hanno qualche possibilità di essere accettate. Il diplomatico ha detto che commenti di responsabili delle autorità carcerarie, indicano che non dovrebbero esserci discriminazioni tra i prigionieri condannati a morte per traffico di droga.
La grazia da parte del re, Bhumipol Adulyadej, è stata una fonte di speranza per molti trafficanti di droga condannati a 50 anni di carcere o all'ergastolo.
Re Bhumipol ha dichiarato ad una platea di giudici di essere favorevole a punizioni dure per i trafficanti di droga, poiché il commercio di sostanze stupefacenti concorre alla distruzione della società tailandese.
Dei 318 condannati a morte, 23 sono stranieri. Dei 288 uomini e delle 30 donne destinati al plotone d'esecuzione, 180 sono colpevoli di reati legati alla droga.
La pena di morte, in Tailandia, è richiesta per i trafficanti di eroina ed anfetamina, in particolare se il prigioniero risulta essere colpevole dopo essersi dichiarato innocente all'inizio del processo.
Una dichiarazione di colpevolezza consente una maggior clemenza da parte dei giudici, da 25 anni di reclusione all'ergastolo, piuttosto che la condanna a morte, per traffico ed esportazione di droga.
Diplomatici occidentali hanno detto che la fucilazione di un condannato occidentale in Tailandia, è solo una questione di tempo, nel contesto della politica più dura contro il traffico. Un funzionario di consolato europeo ha detto che richieste di grazia avanzate individualmente, sarebbero ora quasi impossibili. Solo nel caso in cui i detenuti dispongano dell'appoggio del loro governo, le richieste hanno qualche possibilità di essere accettate. Il diplomatico ha detto che commenti di responsabili delle autorità carcerarie, indicano che non dovrebbero esserci discriminazioni tra i prigionieri condannati a morte per traffico di droga.
La grazia da parte del re, Bhumipol Adulyadej, è stata una fonte di speranza per molti trafficanti di droga condannati a 50 anni di carcere o all'ergastolo.
Re Bhumipol ha dichiarato ad una platea di giudici di essere favorevole a punizioni dure per i trafficanti di droga, poiché il commercio di sostanze stupefacenti concorre alla distruzione della società tailandese.
Dei 318 condannati a morte, 23 sono stranieri. Dei 288 uomini e delle 30 donne destinati al plotone d'esecuzione, 180 sono colpevoli di reati legati alla droga.
La pena di morte, in Tailandia, è richiesta per i trafficanti di eroina ed anfetamina, in particolare se il prigioniero risulta essere colpevole dopo essersi dichiarato innocente all'inizio del processo.
Una dichiarazione di colpevolezza consente una maggior clemenza da parte dei giudici, da 25 anni di reclusione all'ergastolo, piuttosto che la condanna a morte, per traffico ed esportazione di droga.
— FONTI
- (Fonti: Australian Associated Press, 28/06/2001)
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