Le autorità del Sudan permetteranno a un team delle...
Le autorità del Sudan permetteranno a un team delle Nazioni Unite di entrare in Sudan entro alcuni giorni per provare le presunte atrocità commesse dalla milizia appoggiata dal governo nella regione occidentale del Darfur, dopo aver inizialmente negato
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Le autorità del Sudan permetteranno a un team delle Nazioni Unite di entrare in Sudan entro alcuni giorni per provare le presunte atrocità commesse dalla milizia appoggiata dal governo nella regione occidentale del Darfur, dopo aver inizialmente negato l'ingresso al gruppo, ha detto un portavoce dell'ONU.
"Abbiamo appena saputo dalle autorità del Sudan che verrà permesso ora al team di andare a Kartum e nel Darfur", ha detto il portavoce dell'ONU per i diritti umani Jose Diaz.
Le cinque persone della missione per i diritti umani sono rimaste nel vicino Ciad dal 5 aprile, dove hanno intervistato rifugiati sudanesi che sono scappati attraverso il confine per sfuggire alla pulizia etnica attuata dalla milizia nel Darfur. Una volta tornati a Ginevra, essi sottoporranno il loro rapporto all'alto commissario dell'ONU per i diritti umani, in cui saranno elencate le "conclusioni e le raccomandazioni per ulteriori azioni riguardo alla grave situazione in corso in quella parte del mondo", ha detto il portavoce.
Gruppi in difesa dei diritti umani avevano lanciato un allarme la settimana scorsa riguardo alla situazione dei diritti umani nel Darfur, accusando il governo di Kartum di compiere una "massiccia campagna del terrore".
Human Rights Watch ha affermato in documento che le forze armate del Sudan e le milizie hanno dato fuoco a villaggi e ucciso, stuprato e rapito centinaia di civili e costretto centinaia di migliaia di altri civili ad abbandonare la propria abitazione, "una serie di abusi considerati crimini contro l'umanità".
La International Federation for Human Rights (FIDH) ha emesso un documento in cui si dichiara che "Da quando il governo ha lanciato una grande campagna del terrore nella regione, i civili sono soggetti ad attacci costanti, violenti e indiscriminati.
"Vi sono frequenti notizie di arresti arbitrari, di un ampio uso della tortura, di rapimenti e di esecuzioni extragiudiziarie di chi è sospettato di appoggiare i ribelli, così come del sistematico stupro di donne e ragazze", si legge nel documento.
"Abbiamo appena saputo dalle autorità del Sudan che verrà permesso ora al team di andare a Kartum e nel Darfur", ha detto il portavoce dell'ONU per i diritti umani Jose Diaz.
Le cinque persone della missione per i diritti umani sono rimaste nel vicino Ciad dal 5 aprile, dove hanno intervistato rifugiati sudanesi che sono scappati attraverso il confine per sfuggire alla pulizia etnica attuata dalla milizia nel Darfur. Una volta tornati a Ginevra, essi sottoporranno il loro rapporto all'alto commissario dell'ONU per i diritti umani, in cui saranno elencate le "conclusioni e le raccomandazioni per ulteriori azioni riguardo alla grave situazione in corso in quella parte del mondo", ha detto il portavoce.
Gruppi in difesa dei diritti umani avevano lanciato un allarme la settimana scorsa riguardo alla situazione dei diritti umani nel Darfur, accusando il governo di Kartum di compiere una "massiccia campagna del terrore".
Human Rights Watch ha affermato in documento che le forze armate del Sudan e le milizie hanno dato fuoco a villaggi e ucciso, stuprato e rapito centinaia di civili e costretto centinaia di migliaia di altri civili ad abbandonare la propria abitazione, "una serie di abusi considerati crimini contro l'umanità".
La International Federation for Human Rights (FIDH) ha emesso un documento in cui si dichiara che "Da quando il governo ha lanciato una grande campagna del terrore nella regione, i civili sono soggetti ad attacci costanti, violenti e indiscriminati.
"Vi sono frequenti notizie di arresti arbitrari, di un ampio uso della tortura, di rapimenti e di esecuzioni extragiudiziarie di chi è sospettato di appoggiare i ribelli, così come del sistematico stupro di donne e ragazze", si legge nel documento.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 20/04/2004)
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