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L'avvocato saudita del cittadino canadese accusato di coinvolgimento in un attentato mortale ha smentito le notizie secondo cui il suo cliente sarebbe stato condannato a morte nel corso di un processo segreto

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L'avvocato saudita del cittadino canadese accusato di coinvolgimento in un attentato mortale ha smentito le notizie secondo cui il suo cliente sarebbe stato condannato a morte nel corso di un processo segreto.
"Il processo con la presenza degli avvocati non � cominciato e non c'� stato alcun annuncio formale di nessuna sentenza", ha detto alla Reuters Salah al-Hejailan.
"Sono annunci prematuri", ha detto ancora Hejailan, negando che egli stesso o suoi colleghi avvocati del collegio nominato dal Tribunale potessero essere le fonti della notizia.
Un portavoce del Ministero degli Esteri canadese aveva in precedenza reso noto che il Canada stava con urgenza verificando informazioni al riguardo di William Sampson, secondo cui l'uomo d'affari canadese era stato condannato a morte e aveva perso i due processi d'appello. Il portavoce aveva anche affermato che il Ministro aveva convocato l'ambasciatore saudita sulla base di queste informazioni.
Sampson era stato arrestato nel dicembre del 2000, dopo un attentato dinamitardo a Riahd che aveva causato la morte di un cittadino britannico. Funzionari canadesi hanno detto di essere stati informati del fatto che altri sei stranieri, cinque cittadini britannici e un belga, erano stati condannati nell'ottobre del 2001, ma di non disporre di altre informazioni sulle sentenze.
Hejailan ha detto "Quelle che si sono svolte sono le udienze per la conferma delle confessioni. Il processo deve essere annunciato al detenuto e ai difensori. Il concetto di processi segreti non esiste nel nostro paese".
Hejailan ha detto che lui e i suoi colleghi dovrebbero presto iniziare la difesa di Sampson e dei cinque cittadini britannici e che si aspettano che il processo duri circa due mesi. Un altro studio legale rappresenta il cittadino belga. I funzionari sauditi li accusano in relazione a episodi dinamitardi nella guerra tra bande di contrabbandieri rivali che vivono evadendo lo stretto regime proibizionista sull'alcol del regime musulmano.
FONTI
  • (Fonti: Reuters, 26/04/2002)